Le malattie renali

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I reni costituiscono due filtri di importanza fondamentale per la nostra vita e le loro malattie possono avere gravi conseguenze.
Fra le varie malattie renali, alcune sono primitive, cioè non causate da altri processi morbosi, altre, invece, sono connesse alla presenza di forme patologiche che hanno colpito organi differenti. Prendiamo in esame dettagliatamente quelle più diffuse.

Glomerulonefrite acuta - È un'infiammazione dei glomeruli renali, spesso conseguenza di infezioni localizzate in altri organi. Fra le malattie renali è probabilmente la più conosciuta: si osserva in prevalenza nell'infanzia e nell'adolescenza e colpisce soprattutto il sesso femminile.
Spesso la malattia è preceduta da manifestazioni infettive a livello della gola (tonsillite, faringite acuta), delle vie respiratorie superiori e delle orecchie (otite) e da malattie esantematiche (scarlattina). Tuttavia, questo inizio non si osserva in tutti i casi. Generalmente, la glomerulonefrite acuta si associa inizialmente a un senso persistente di debolezza (astenia), malessere, alterazioni nella emissione di urina (oliguria), presenza di sangue nelle urine (ematuria), rigonfiamenti (edemi) soprattutto a livello delle palpebre, delle caviglie, dei piedi. Possono poi essere presenti anche dolori lombari, mal di testa, aumento della pressione arteriosa (ipertensione), disturbi nel sistema cardiocircolatorio.
Gli esami di laboratorio mettono particolarmente in evidenza la presenza di proteine urinarie (proteinuria), di globuli rossi (eritrocituria), di cilindri (cilindruria).
Solitamente, la malattia ha un andamento favorevole e si risolve nel giro di pochi giorni. Tuttavia nel 10-20 per cento dei casi si possono osservare complicazioni di vario tipo: talvolta si può così giungere a un'insufficienza renale cronica mentre in altri casi i sintomi, dopo essere apparentemente scomparsi, riappaiono.
Terapia: si basa prevalentemente
sull'osservazione di norme igienico-sanitarie e sulla somministrazione di determinati farmaci.
Per quanto si riferisce alla dieta, qualora non esistano edemi, manifestazioni ipertensive o segni di insufficienza renale, si può considerare libera. In casi di ipertensione o di edemi, bisognerà eliminare il sale (e i cibi in cui è presente, per esempio pane, salumi, alimenti conservati ecc.).
La terapia medica prevede, soprattutto, l'uso di diuretici, antipertensivi, antibiotici.

Glomerulonefriti croniche - Sotto questo termine si classificano diverse malattie renali con quadri clinici, lesioni ed evoluzioni diverse. In taluni casi rappresentano la conseguenza diretta di una glomerulonefrite acuta, ma nella maggioranza dei pazienti l'inizio è subdolo: gli unici sintomi sono costituiti da un rigonfiamento delle palpebre, delle caviglie, dalla presenza episodica di sangue nelle urine, da manifestazioni ipertensive (mal di lesta, vertigini).
Gli esami di laboratorio, anche in questo caso, registrano una presenza nelle urine di proteine, di globuli rossi, di cilindri, di azotemia (presenza di azoto nel sangue). Si possono differenziare diverse forme di glomerulonefrite cronica. Ricordiamo le più importanti:
Glomerulonefrite proliferativa focale - Si osserva prevalentemente nell'infanzia e in età giovanile.
Il sintomo più importante è la presenza di sangue nelle urine. Solitamente non presenta alcuna complicazione. Glomerulonefrite membranosa - Può comparire in tutte le età. Appaiono proteinuria, edemi. Può evolvere verso una forma di insufficienza renale.
Glomerulonefrite membrano-proliferativa - Si manifesta prevalentemente nell'infanzia e nella prima giovinezza. Compare sia in maniera evidente (presenza marcata di sangue nelle urine) sia subdola. Sono presenti ipertensione arteriosa e la tendenza all'insufficienza renale sia rapida (pochi mesi) sia lenta (entro alcuni anni).
Glomerulosclerosi focale - Si manifesta con presenza di proteine e di globuli rossi nelle urine. L'esito finale è costituito da un'insufficienza renale che però insorge dopo un periodo di tempo piuttosto prolungato. Glomerulonefrite extracapillare - È rilevabile nell'età avanzata, anche se non mancano casi in età infantile. Si hanno riduzione della diuresi (eliminazione delle urine), comparsa di sangue nelle urine, comparsa di un quadro di insufficienza renale.
Terapìa: non esiste una terapia specifica. Si somministrano antipertensivi, ipouremicizzanti (se è presente acido urico in eccesso).
Dal punto di vista dietetico è necessario prescrivere a questi pazienti una dieta con idrati di carbonio e circa 50 grammi di proteine al giorno. Il sale deve essere ridotto drasticamente mentre i liquidi devono essere mantenuti a un livello tale da garantire una diuresi pari a 2 litri al giorno.

Pielonefrite - È l'infiammazione del rene e del bacinetto renale. È causata solitamente da diversi tipi di batteri. Situazioni che ne favoriscono l'insorgenza sono la gravidanza, il cateterismo o interventi chirurgici a carico delle vie urinarie, il diabete, la gotta oppure altre alterazioni dei reni (nefrosclerosi, glomerulonefrite ecc.).
Si differenziano essenzialmente due forme.
Pielonefrite acuta - Inizia con febbre alta preceduta da violenti brividi, la temperatura può rimanere elevata o ritornare alla norma e aumentare nuovamente nel corso della stessa giornata,. Sintomi concomitanti sono il mal di testa, manifestazioni articolari dolorose, turbe digestive. La diuresi può risultare modificata con necessità di urinare continuamente e con dolore e bruciore terminale. L'urina è scura e torbida con presenza di pus.
Nelle urine si hanno inoltre proteinurìa, globuli bianchi assai numerosi, talvolta globuli rossi e cilindri. Con l'urinocoltura si isola l'agente responsabile e sì può così iniziare una terapia "mirata".
Pielonefrite cronica - Presenta caratteri molto più indeterminati e difficili da diagnosticare. Si possono osservare stanchezza, debolezza generale, disturbi digestivi, senso di peso in regione lombare. La febbre manca quasi sempre o sì possono avere episodi febbrili transitori.
Anche gli esami sono dì difficile interpretazione e devono essere ripetuti per cercare di centrare qualche perìodo particolarmente attivo della malattia. Sì può rilevare un aumento della velocità di eritrosedimentazione, un incremento dei globuli bianchi. Sempre fondamentale è l'urinocoltura giacchè, se positiva, permette di iniziare una corretta terapìa.
Terapia: nella pielonefrite acuta è immediatamente di tipo antibiotico e deve essere prolungata per almeno due settimane, magari somministrando dopo qualche giorno un antinfettivo meno energico o i sulfamidici.
Nella pielonefrite cronica è prima necessario un accurato controllo delle vie urinarie e soltanto successivamente si passerà alla terapia antibiotica; questa sarà effettuata però solo inizialmente e, in seguito, si passerà a una terapia disinfettante di mantenimento che può durare anche molti mesi. La dieta può prevedere la somministrazione abbondante di bevande, nessuna restrizione proteica, il controllo degli elettroliti (sodio, cloro, potassio e calcio).

Nefrite provocata da abusi di analgesici - L'uso prolungato di sostanze antidolorifiche ha portato in questi ultimi tempi alla comparsa di una nuova forma di nefrite, chiamata appunto "da abuso di analgesici". Ne soffrono in particolare le donne che usano spesso questi farmaci per la cura delle emicranie, dei dolori articolari e muscolari. Le sostanze più pericolose, da questo punto di vista, sono la fenacetina, l'acido acetilsalicilico, la caffeina, il paracetamolo.
La malattia finisce con il provocare una insufficienza renale. La terapia consiste semplicemente nella soppressione delle sostanze responsabili.




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