Alimentazione alternativa

веганский питание

Un nuovo modo di alimentarsi per essere in pace con se stessi e col mondo o solo una moda passeggera ?
Con questa denominazione ci si riferisce ad alcuni orientamenti alimentari, come la macrobiotica, il naturismo, il vegetarianismo, l'eubiotica, che traggono i loro principi fondamentali da filosofie orientali (taoismo, buddismo, induismo), attualmente proposte nei paesi industrializzati come alternativa alla moderna alimentazione.
È ormai ben noto come l'incremento nell'incidenza di alcune "malattie del benessere" sia correlato ad errate scelte alimentari: in Europa metà della popolazione soffre di carie, il 30% di obesità, il 10% di ipertensione, il 3% di diabete; un terzo circa della popolazione tra l'altro soffre di stitichezza come conseguenza di un'alimentazione povera in fibra alimentare. Sono già stati individuati alcuni fattori di rischio per queste malattie, come ad esempio il ristagno di cibo negli spazi interdentali, la carenza di iodio, eccessi alimentari come l'assunzione incontrollata di lipidi e colesterolo, eccesso di sale e scarsa assunzione di fibra nella razione alimentare. È pertanto necessario riequilibrare la nostra dieta per fornire all'organismo tutte le sostanze utili al corretto funzionamento cellulare, garantire il mantenimento di un buono stato di salute e per svolgere un'azione preventiva nei confronti delle malattie di origine alimentare.
Per alimentarsi in maniera equilibrata è tuttavia indispensabile
conoscere non solo le nostre esigenze nutrizionali in termini di quantità dei vari principi nutritivi, ma anche la composizione chimica degli alimenti per garantire il soddisfacimento del fabbisogno calorico, proteico, lipidico e glucidico, vitaminico e minerale; si presuppone quindi un diverso atteggiamento nei confronti del cibo, che rappresenta l'elemento fondamentale per mantenere l'equilibrio organico e l'armonia con la natura. In quest'ottica si inseriscono appunto le diete alternative che, se pur simili tra loro rispetto alla concezione del rapporto alimentazione-salute, propongono regimi alimentari differenti per raggiungere l'equilibrio fisico-psichico e spirituale.

La macrobiotica - Detta anche scienza della "grande vita", concepita da Ohsawa sulla base di alcune dottrine orientali che ritengono la libertà e la felicità dell'individuo strettamente correlate alla sua salute fisica, si propone di restituire all'uomo l'equilibrio fisico e mentale tramite l'alimentazione. La macrobiotica concepisce la realtà come costituita da due polarità contrarie ma complementari, dette Yin e Yang che rappresentano i principi opposti della natura (caldo-freddo, femminile-maschile, vegetale-animale, liquido-solido), dalla cui fusione nasce l'universo. Nell'alimentazione, come negli altri settori, l'individuo deve realizzare l'equilibrio tra Yin e Yang, per prevenire l'insorgere di malattie; gli alimenti vengono pertanto suddivisi in Yin e Yang, i primi sono quelli che producono dilatazione, rilassamento, i secondi tendono alla contrazione e rendono attivi.
Ecco una classificazione dei cibi dai più Yang ai più Yin: sale, carne, uova, pesce, cereali, legumi, verdura, frutta, latticini, zucchero, droghe e prodotti chimici. Appare evidente come i cereali e la verdura, posti al centro della sequenza, rappresentino i prodotti ideali per mantenere l'armonia tra i due principi.
Secondo la macrobiotica, quindi, in ogni clima e stagione l'alimento principale sarà costituito da cereali come riso, mais, miglio, grano saraceno, orzo (50-60% della razione alimentare), preferibilmente in chicchi anziché in forma di farina o fiocchi; solo cosi infatti è possibile sfruttare appieno il potere nutritivo della cariosside, utilizzando sia il frutto sia il germe, solitamente allontanato nella macinazione. Essenziali nella dieta macrobiotica, i cereali integrali apportano all'organismo oltre ai principali nutrienti (proteine, glucidi, grassi), vitamine, sali minerali e cellulosa in quantità superiore rispetto a quella fornita dai cereali raffinati. Particolarmente prezioso tra tutti è il riso integrale, ricco di proteine, amido, vitamine e sali, indicato anche a malati e convalescenti per la particolare digeribilità. Le verdure cotte e i legumi rappresentano circa il 20-30% della razione alimentare, mentre il resto è costituito da frutta e qualche prodotto animale. Le verdure consigliate dai macrobiotici comprendono lenticchie, ceci, sesamo, soia, azuki (un tipo di legume), una varietà di alghe (hiziki, kombu, wakamè, nori) e alcune salse come tamari, a base di soia, il gomasio, a base di olio di sesamo. Il consumo di prodotti di origine animale come pesce, formaggio, latte, uova, selvaggina deve essere limitato. Evitato invece il consumo di zucchero raffinato, dolci, cioccolato, caramelle, patate, pomodori, melanzane, aceto, pepe, carne di allevamento, salumi, grassi animali, bevande gasate zuccherate e colorate, caffè e medicine.
Questa alimentazione tipicamente frugale, che riflette il modo di vivere e le abitudini alimentari delle popolazioni dell'Estremo Oriente, come le altre che vedremo, non e priva di valori positivi anche per una società industrializzata come la nostra: non si discute infatti sulla efficacia dei prodotti integrali nel garantire un adeguato apporto di fibra e prevenire alcune malattie (diverticolite, disturbi intestinali, malattie al colon) e tantomeno sull'opportunità di un maggior consumo di verdure per integrare l'apporto vitaminico e minerale della dieta, così come preziosa è la consapevolezza di come il regime alimentare possa condizionare lo stato di salute.

L'eubiotica - L'eubiotica o scienza del "vivere bene" è una corrente salutista ispirata alla natura come maestra di vita. Secondo gli eubiotici, l'alimentazione ideale deve essere il più possibile naturale, cioè costituita da alimenti prodotti senza l'intervento della tecnologia che, avvalendosi di sostanze chimiche (conservanti) e di tecnologie di conservazione con il freddo o con il calore, contribuisce ad impoverire gli alimenti nei principi nutritivi e comporta il rischio di assumere con i prodotti alimentari residui potenzialmente tossici di sostanze chimiche utilizzate nella produzione e conservazione.
Le indicazioni dietetiche riguardano quindi un limitato consumo di prodotti di origine animale (carni e grassi), di zucchero e preferibilmente l'esclusione di tutti i prodotti conservati (precotti o in scatola), additivati e raffinati. Sono invece consentiti gli alimenti crudi come frutta, verdura e cereali, assunti però come monopiatto.
Gli eubiotici si richiamano alle tradizioni regionali del nostro paese per ribadire il valore degli alimenti naturali e del monopiatto; patate e fave, lenticchie, pasta e fagioli, riso e piselli, tutte preparazioni che rappresentano i piatti semplici ed economici delle classi popolari.
Tra i pasti monopiatto sono tollerati anche alcuni piatti tipici come pasta con le vongole, polenta e
formaggio, polenta e latte, polenta e brasato, anche se è opportuno evitare incongrue associazioni tra gli alimenti. Anche gli eubiotici infatti rivolgono particolare attenzione alle associazioni dietetiche; ritengono importante evitare la contemporanea assunzione di cibi proteici e cibi amidacei, di cibi proteici diversi, di frutta, zucchero, dolci con amidi e proteine o ancora di bevande acide con proteine ed amidi, per non ostacolare i processi digestivi e consentire un'adeguata assimilazione dei nutrienti. Il rispetto rigoroso delle associazioni tuttavia comporta la limitazione al consumo del monopiatto, in cui sono associate proteine e amidi, e di pane e uova o pane e formaggio, il che si scontra con esigenze gustative e tradizioni alimentari inveterate, oltre che con esigenze lavorative e sociali. L'incompatibilità tra diversi tipi di proteine escluderebbe tra l'altro l'associazione di legumi e cereali, indispensabile invece per garantire un adeguato apporto di aminoacidi essenziali al nostro organismo. A parte alcune affermazioni miracolistiche, come il fatto che i prodotti naturali siano di migliore valore nutritivo rispetto a quelli industriali, è la sfiducia nella tecnologia industriale che porta al rifiuto di ogni prodotto trasformato a scapito della economicità, praticità e sicurezza igienica, l'eubiotica ha il merito di riequilibrare le distorsioni alimentari tipiche dell'età moderna e di recuperare alimenti tipici della nostra cultura.

La dieta biodinamica - Comprende un tipo particolare di coltivazione naturale volta a ristabilire l'equilibrio ecologico e praticata senza l'impiego di sostanze chimiche artificiali come antiparassitarie diserbanti che impoveriscono il terreno e ne riducono la fertilità, oltre a determinare inquinamento ambientale ed eutrofizzazione delle acque.
L'agricoltura biodinamica si propone di rispettare l'armonia della natura utilizzando cicli chiusi: la concimazione, ad esempio, viene effettuata mediante accumulazione e fermentazione del materiale organico che viene successivamente distribuito nell'area da coltivare. L'arricchimento del terreno è garantito sia dalla rotazione con colture di leguminose o crucifere che apportano al terreno notevoli quantità di sali minerali (nitrati, sali di potassio ecc.), sia dall'impiego di fertilizzanti minerali ricavati da frammenti di roccia, conchiglie o ossa sbriciolate che rappresentano il substrato per le modificazioni microbiologiche operate dai batteri e dai funghi del terreno.
Il vantaggio dei prodotti coltivati in modo biodinamico e indiscutibile: assenza negli alimenti di residui di pesticidi o di diserbanti e composizione chimica analoga a quella dei prodotti tradizionali (ad eccezione del minor tenore in acqua). Tuttavia, la tecnica di coltivazione biodinamica richiede alti costi di manodopera e dà una resa inferiore rispetto alla coltivazione attuale; risulta quindi improponibile in alternativa alla moderna agricoltura anche solo per la difficoltà di soddisfare la domanda di gran parte della popolazione: resta pertanto riservata a poche persone.

Il vegetarianismo - Il vegetarianismo non è solamente un modo pacifico e alternativo di alimentarsi, ma anche un sistema per interpretare e vivere la realtà civilmente senza violenza e senza inutili sacrifici di esseri viventi. Da millenni il buddismo e l'induismo raccomandano alla popolazione di astenersi dal consumo di carne sia per motivi di salute, sia per ragioni etiche e morali di rispetto per ogni forma di vita; il non fare violenza agli animali è infatti il primo passo per vivere in armonia con gli esseri umani. I vegetariani rifiutano il consumo di carne anche perché ricca di scorie ritenute tossiche per l'organismo; si nutrono pertanto essenzialmente di prodotti vegetali (verdura, frutta, cereali, legumi).
La realizzazione di un regime dietetico di questo tipo presume naturalmente una profonda conoscenza delle necessità alimentari dell'individuo e del valore nutritivo degli alimenti, non va quindi affrontata in modo superficiale.
Chiunque intenda avvicinarsi al vegetarianismo è bene lo faccia in modo graduale per dare modo al proprio organismo di adattarsi al nuovo regime dietetico; in ogni caso, è preferibile interpellare il medico circa l'opportunità di seguire tale dieta.




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