Erbe per proteggere e disintossicare il fegato

liver detox

Con le erbe medicamentose abbiamo la possibilità di preparare in casa infusi e decotti naturali, utilissimi per proteggere e disintossicare il fegato e come stimolanti del flusso biliare.

Infuso di agrimonia
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di sommità fiorite secche di agrimonia e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino a maglie fitte. Per l'insufficienza epatica e come stimolante del flusso biliare bevetene 2-3 tazzine al giorno.

Tintura di agrimonia
Versate 20 grammi di sommità fiorite secche di agrimonia in 100 grammi di alcol a 20°; lasciate macerare per 5 giorni. Per l'insufficienza epatica e come stimolante del flusso biliare bevetene 2-3 cucchiai al giorno.

Infuso di bardana
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 4 grammi di radici secche di bardana e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino fitto.
Bevetene 1 tazza al mattino a digiuno come stimolante del fegato e della cistifellea.

Infuso di betulla
Portate all'ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi di foglie o gemme secche di betulla e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino fitto. Per aumentare la fluidità della bile e diminuire il tasso di colesterolo nel sangue bevetene 2-3 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

Curare con le erbe esaurimento fisico e mentale

fitoterapia esaurimento corpo mente

La fitoterapia è efficace anche contro tutte le forme di esaurimento fisico e mentale sfruttando le proprietà vitaminizzanti, energetiche e ricostituenti di alcune erbe.

Infuso di billeri 
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di parte aerea della pianta secca di billeri, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte, lasciate raffreddare e imbottigliate. Bevetene 1-2 tazze al giorno a digiuno o prima dei pasti. È utile nei casi di anemia, astenia generale, stati di deperimento fisico.

Succo di billeri
Pestate in un mortaio 100 grammi circa di parte aerea della pianta di billeri in modo da ottenere un composto il più possibile omogeneo; ponetelo in una tela bianca pulita a trama molto fine e strizzatela bene per spremere fuori il succo. Lasciate raffreddare e imbottigliate.
Bevetene dai 20 ai 50 grammi, a digiuno o prima del pasto di mezzogiorno. È utile nei casi di affaticamento fisico e mentale.

Infuso di cola 
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 1 grammo di noci secche di cola, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte.
Bevetene 1-3 tazze al giorno come blando stimolante nell'affaticamento fisico e mentale.

Curare pelli secche e screpolate con le erbe

rimedi per pelli secche e screpolate

Un pugno di erbe nell'acqua del bagno sono il rimedio più efficace e naturale per curare le pelli secche, screpolate e irritate dal vento o dal freddo.

Abete bianco o rosso
Una manciata di gemme o rametti, avvolti in una garza e infusi nell'acqua del bagno, permette di ottenere un bagno balsamico, vivificante e deodorante, adatto dopo una intensa giornata sportiva all'aria aperta.

Alchemilla
Un pugno di foglie, messe in una garza, nell'acqua del bagno, esercita una benefica azione astringente e disarrossante.

Argentina
Un pugno di questa pianta essiccata nell'acqua ben calda del bagno esercita un effetto blandamente astringente su cuti delicate e facilmente arrossabili e irritabili

Bistorta 
Un bagno astringente e lenitivo si può ottenere utilizzando una manciata di polvere di rizomi di bistorta (avvolta in un piccolo telo molto fitto) messa in infusione nell'acqua del bagno.

Bocca di lupo
Una manciata di sommità fiorite infuse nell'acqua calda del bagno esercita una funzione cosmetica rilassante e deodorante su zone di pelle arrossate e macerate dal sudore.

Infusi per favorire la digestione

decotti digestivi

Infusi, decotti, elisir per favorire la digestione con benefici effetti sui fenomeni conseguenti quali senso di peso e dolori alla stomaco.

Infuso di dragoncello 
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 2 grammi di foglie o sommità fiorite secche di dragoncello; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti. Filtrate poi con un colino fitto raccogliendo l'infuso in una tazza.
Bevetene una o due tazzine (secondo l'entità del disturbo) all'occorrenza.

Infuso di limone 
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 2 grammi di scorza secca dì limone; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti, quindi filtrate con un colino fitto.
Bevetene una o due tazzine per volta all'occorrenza.

Tintura di limone
Fate macerare per 8 giorni 20 grammi di scorza secca di limone in 100 grammi di alcol a 70°.
All'occorrenza versatene un cucchiaino su zucchero o in acqua.

Infusi per curare tossi bronchiti e vie respiratorie

bronchite

Ritorniamo ad aver fiducia nei vecchi rimedi, in particolare nelle erbe medicinali ingiustamente dimenticate. Eccovi alcuni infusi per curare tossi, bronchiti e vie respiratorie.

Decotto di abete bianco orosso
Portate ad ebollizione 100 grammi dì acqua, aggiungetevi 2 grammi di gemme di abete e fate bollire lentamente per 15-20 minuti.
Come anticatarrale bevetene una tazza due volte al giorno.

Infuso di altea
Versate 100 grammi di acqua bollente su 2 grammi di radici secche di altea, mescolate bene, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte. Bevetene 2 o 3 tazze al giorno, in particolare pnma di coricarvi. È utile per le forme catarrali delle vie respiratorie quale espettorante e blando sedativo della tosse.

Infuso di borragine 
Fate bollire per 15 minuti 1,5 grammi di fiori secchi o sommità fiorite secche di borragine in 100 grammi di acqua Coprite, lasciate in infusione e filtrate quindi attraverso un colino a maglie molto fìtte.
Per favorire l'espettorazione e sedare la tosse insistente bevetene 3-4 tazzine al giorno.

Un punto debole: la bocca

sorriso

La cavità orale, con la bocca, la lingua, le ghiandole salivari e i denti, rappresenta una formazione estremamente importante per l'alimentazione e la fonazione.
La bocca ha una forma irregolare, legata alla differente forma delle ossa costituite dalle mascelle e dalle mandibole, ricoperte da una spessa mucosa (gengive) in cui si impiantano i denti. Nella bocca si osserva una formazione mobile, la lingua. Le mandibole presentano movimenti diversi nelle differenti specie: così, nei carnivori hanno un movimento a cerniera, mentre negli erbivori il movimento è di tipo rotatorio. L'uomo, anche in questo, è privilegiato giacché possiede entrambi i movimenti e può così usufruire di tutti i tipi di masticazione. Questa funzione è connessa alla presenza di distinti gruppi muscolari, i cosiddetti "muscoli masticatori", distribuiti in due gruppi di quattro per parte: i muscoli temporali, larghi e nastriformi, che partono dal cranio e raggiungono la mandibola; i masseteri, più corti dei precedenti, di forma pressoché rettangolare, che vanno dall'osso zigomatico (l'osso della faccia che forma appunto gli zigomi) al ramo ascendente della mandibola; gli pterigoidei, rispettivamente interni ed esterni, che completano l'azione dei muscoli precedenti.
Per azione di questi muscoli, le mandibole non si limitano ad alzarsi e abbassarsi, ma si muovono lungo tre piani: verticale-trasversale, orizzontale e sagittale.
La possibilità di spostarsi lungo questi tre piani consente alla mandibola (e quindi ai denti), non solo di tagliare il cibo, ma anche

Lo zucchero

glicemia

La denominazione di zucchero indica nel linguaggio corrente il saccarosio, è un dolcificante da consumarsi con moderazione in quanto moltissimi alimenti ne contengono già elevate quantità; sostanza largamente diffusa nei vegetali. Lo zucchero, allo stato grezzo, era già conosciuto nell'antichità; il nome stesso, zucchero, deriva dal latino saccharum, a sua volta derivato dalla parola sanscrita sakara, che ha dato origine all'inglese sugar, al francese sucre, al tedesco zucken, al russo sachar. Veniva estratto dalla canna da zucchero già 2300 anni fa in India, ma solo nel 641 fu introdotto dagli Arabi nel Mediterraneo e cento anni più tardi in Europa, con l'invasione della Spagna da parte degli Arabi. Da allora la storia dello zucchero si intreccia con le Crociate, con la scoperta dell'America e con lo sfruttamento delle colonie del Nuovo Mondo da parte della Francia e dell'Inghilterra. In seguito l'uso dello zucchero e dei cibi dolcificati si diffuse ampiamente in tutta l'Europa, ma rimase per secoli una prerogativa delle classi economicamente privilegiate a causa del suo alto costo. In tempi più recenti, il miglioramento delle tecniche di estrazione dai vegetali, che ne contengono quantità elevate (canna da zucchero), ha reso economicamente conveniente lo sfruttamento delle estese coltivazioni di canna da zucchero della Louisiana, di Cuba e delle Indie Occidentali. In seguito, la scoperta che la barbabietola da zucchero (adatta alle coltivazioni europee) conteneva anch'essa grandi quantità di saccarosio, liberò le industrie europee dall'obbligo di rifornirsi all'estero di canna da zucchero, che nel frattempo si era resa meno disponibile per il progressivo declino degli Imperi coloniali.
Il saccarosio può essere estratto da

I vizi assurdi: le droghe pesanti

eroina

La droga pesante distrugge sia fisicamente sia mentalmente: per questo i giovani ne devono conoscere i tremendi effetti e rifiutarla.
Con il termine "droga pesante" si indicano sostanze molto differenti fra di loro; alcune, come i barbiturici, sono dei medicamenti che vengono assunti deliberatamente in modo inesatto per ottenere effetti che ricordano quelli delle droghe.

Morfina ed eroina - Dal punto di vista della loro azione sul sistema nervoso centrale, queste sostanze sono perfettamente analoghe. Infatti l'eroina, quando è iniettata nell'organismo, si trasforma in morfina e come tale arriva al sistema nervoso centrale. Come si vede, la differenza è soltanto iniziale, poi il comportamento delle due droghe diviene perfettamente identico.
La differenza viene vissuta soltanto dal consumatore sia perché le due sostanze hanno una fase iniziale diversa sia perché l'eroina viene "tagliata", cioè aggiunta ad altre sostanze.

Dall'ottimismo all'ossessione - Quando si parla degli effetti dell'eroina bisogna sempre distinguere gli effetti prodotti dall'eroina in sé, quelli legati alle sostanze da taglio e, infine, gli effetti associati all'introduzione nel corpo di materiale che spesso è altamente inquinato.
Per quanto riguarda l'azione dell'eroina, si possono differenziare tre stadi.

Il cacao

cocoa

È un alimento superenergetico con proprietà eccitanti dovute al contenuto di sostanze nervine, soprattutto di teobromina. Il cacao alimentare, commerciato oggi in tutto il mondo, deriva dalla macinazione dei semi della pianta di cacao (Theobroma cacao), appartenente alla famiglia delle Sterculiacee. I suoi frutti ricordano nella forma il comune cetriolo: immersi nella polpa si trovano i semi delle dimensioni di un fagiolo, molto ricchi in lipidi (46%), con un buon contenuto in amido (23%) e in proteine (14%) e una dose rilevante di basi azotate, tra cui la caffeina e soprattutto la teobromina, che da sola rappresenta l'1,4% del peso del seme greggio. Queste due sostanze conferiscono al cacao la caratteristica di alimento nervino, accomunandolo in questo senso al tè e al caffè, dai quali si distingue però per il suo valore alimentare decisamente più rilevante.

Il cacao e le sue origini - Benché il nome botanico della pianta, Theobroma, che significa "cibo degli dei" abbia origini recenti, essendo stato coniato nel XVIII secolo da Charles de Linne, l'albero del cacao affonda... le sue radici nella preistoria dell'America equatoriale, nelle cui foreste tropicali cresceva spontaneamente. L'inizio della coltivazione risale però all'epoca precolombiana ed è da attribuire al popolo maya, che in poco tempo ne incrementò la produzione; solo allora, infatti, venne scoperto e subito apprezzato l'aroma dei semi di cacao tostati, precedentemente scartati, a favore della polpa lattiginosa e tenera del frutto. Ciò rivoluzionò addirittura i sistemi di pagamento; infatti i sovrani maya iniziarono a pretendere che i loro sudditi pagassero le imposte coi grani di cacao, abitudine peraltro in uso anche presso gli Aztechi del Messico, finché più tardi questi preziosi semi divennero

Le misteriose vie dell'appetito

anoressia

La sensazione della fame è regolata da un complesso sistema neuroendocrino.
I centri della fame - Perché abbiamo fame? La domanda sembra assurda giacché tutti abbiamo fame e mangiamo come se la cosa fosse talmente semplice da non meritare alcuna attenzione. Invece il problema della nostra fame è talmente complesso che ha fatto lavorare neurofisiologi di tutto il mondo e, ciò malgrado, la soluzione completa non è ancora stata trovata. Anzitutto, per fame si intende una sensazione dolorosa, caratterizzata da crampi (i cosiddetti "morsi da fame"), cefalea, nausea. Il meccanismo responsabile di queste manifestazioni sembra essere di tipo neuroendocrino ed è particolarmente legato alla presenza del glucosio (e, quindi, conseguentemente, all'insulina). Esisterebbe un meccanismo glicostatico della fame, legato alla capacità delle cellule del nostro organismo di utilizzare glucosio.
La capacità di usare glucosio da parte del nostro organismo viene valutata utilizzando la differenza arterovenosa in glucosio. Valori arterovenosi inferiori a 15 milligrammi per 100 centimetri cubici (prova di scarsa utilizzazione del glucosio) si assocerebbero a sensazioni di fame, mentre valori superiori dimostrano l'esistenza, di un apporto calorico sufficiente e quindi assenza di fame.

I vizi pericolosi: le droghe leggere

marijuana

Con il termine di "droghe leggere" si intendono generalmente i derivati della Cannabis indica, pianta urticacea, originaria dell'Asia orientale e occidentale. I più diffusi fra noi sono la marijuana (miscela di infiorescenza e foglie della canapa) e l'hashish (costituito da una resina ricavata dall'infiorescenza della pianta femmina).
In entrambi i casi, il principio attivo è costituito da tetraidrocannabinolo. Meno usati e più pericolosi sono l'olio di marijuana, che si assume per bocca, e l'hashish liquido, introdotto per via endovena.

Gli effetti della marijuana e dell'hashish - La marijuana viene consumata utilizzando pipe o sigarette, l'hashish, oltreché fumato, può anche essere mangiato.
Solitamente l'effetto ottenuto dall'uso della marijuana e dell'hashish è quello di dare un forte senso di
euforia, di distensione, di serenità, di ottimismo. Dopo aver usato questo tipo di prodotti, l'individuo si sente liberato dall'ansia e dall'angoscia. Di solito, i derivati della Cannabis indica non danno dipendenza fisica perché, solitamente, non esiste la necessità di un costante aumento della droga per conseguire sempre lo stesso effetto e perché l'assunzione, se limitata a un breve periodo, non dà, generalmente effetti dannosi. Come tutti i tranquillanti, dà, però, una intensa dipendenza psichica: l'individuo che si abitua a prendere marijuana o hashish per sfuggire ai suoi problemi quotidiani, alla fine finisce con

il tè

tea

Privo di particolari proprietà nutrizionali, contiene però importanti sostanze minerali, soprattutto fluoro, ed è quindi un ottimo riequilibratore idrico-salino.

Da infuso curativo a bevanda internazionale -Dire che il tè è storia non è certo un'esagerazione, se si pensa al ruolo che questa pianta esotica ha avuto nei comportamenti sociali, culturali e di costume, nelle vicende commerciali ed economiche, che hanno interessato in special modo il mondo orientale e in epoche più recenti quello occidentale, con particolare riguardo all'Inghilterra. Dal rito orientale del tè come filosofia di vita al "tè delle cinque" degli inglesi, che da bevanda elitaria è arrivata a giustificare oggi l'intervallo pomeridiano sul lavoro per migliaia di operai britannici, il passo non è breve, ma il particolare "aroma" l'ha sempre fatta considerare la bevanda per eccellenza, amica della riflessione, nemica della frettolosità, caratteristica questa della classica colazione all'italiana a base di caffè e sigaretta. Scritti, dipinti, porcellane ed utensili vari documentano la storia millenaria che questa bevanda ha avuto attraverso mondi e civiltà differenti. Già nel 2870 a.C., un erborista cinese scoprì le doti rinfrescanti del tè, che divenne ben presto bevanda di corte dell'imperatore cinese Shen-nung. Tuttavia, la prima testimonianza scritta risale a un antico dizionario cinese del 350 a.C. e la prima monografia, sempre cinese, è del 780.
In Giappone il tè venne probabilmente conosciuto intorno al 600, periodo in cui l'importazione dei modelli culturali cinesi era intensa. Dapprima utilizzato a scopi

Le infezioni delle vie respiratorie

raffreddore

Sono malattie molto frequenti che si manifestano prevalentemente in inverno.

Raffreddore - Il raffreddore o corizza è l'infiammazione catarrale del rivestimento mucoso delle fosse nasali.
È spesso epidemico e accompagnato da sintomi generali che ne rendono sovente difficile la differenziazione dalle forme leggere di influenza. Il processo si instaura quando le normali difese della mucosa nasale vengono compromesse da varie condizioni esterne, quali soprattutto il raffreddamento, le variazioni di umidità, la inalazione di polveri o vapori irritanti, e si creano condizioni predisponenti all'insediamento del virus responsabile della malattia. I tipi di virus che possono provocare questa alterazione sono numerosissimi (ne sono stati identificati un centinaio) e questo spiega come la malattia venga facilmente ripetuta senza dare immunità, come succede per altre malattie virali.
La sintomatologia del raffreddore è ben nota a tutti: dopo un periodo di incubazione di 18-48 ore, inizia con senso di bruciore alla gola seguito da starnutazione, profusa secrezione nasale e malessere di entità variabile.
In genere la malattia è afebbrile negli adulti mentre nei bambini è comune una iperpiressia che può giungere ai 39° C.
Il processo può rimanere localizzato al naso o coinvolgere i seni paranasali producendo una sinusite o le prime vie aeree con faringite e laringite. Facilmente coesiste una tosse secca, stizzosa. I sintomi in genere scompaiono in

il caffè

coffee

Una sostanza dalle svariate proprietà toniche e leggermente eccitanti sul sistema nervoso per la presenza della caffeina; il caffè fa parte del gruppo dei cosiddetti alimenti nervini. Con tale denominazione si indicano alcuni prodotti vegetali che contengono limitate quantità di sostanze ad azione farmacologica, tonica ed eccitante, insieme a composti aromatici ed olii essenziali. Per uso alimentare se ne preparano derivati, estratti, infusi, miscele. I più diffusi nel mondo per la preparazione di bevande, ottenute per infusione, sono il caffè ed il tè. Una leggenda fa risalire l'uso del caffè al IX secolo, quando un muftì di Aden, volendo pregare Allah durante la notte, cercava un mezzo per non addormentarsi. Secondo un'altra leggenda fu un pastore arabo di nome Kaldi a scoprire le virtù eccitanti del caffè: osservando le capre del suo gregge, si accorse che, dopo che si erano nutrite con una certa pianta, erano più vivaci ed attive di quelle che si erano cibate di normale erba. Di fatto, il caffè è originario dei paesi arabi, da dove sì è diffuso in tutto l'Oriente. Si ritiene che l'uso del caffè in Europa sia stato introdotto dai veneziani verso la fine del 1500; successivamente, intorno al 1700, gli inglesi iniziarono la coltivazione nelle colonie dell'Asia e altrettanto fecero gli spagnoli nelle colonie dell'America meridionale che offrivano le migliori condizioni climatiche. La grande diffusione di questa bevanda a tutti i livelli sociali iniziò solo alla fine del Settecento ed ai primi dell'Ottocento quando perse la caratteristica di prodotto per categorie privilegiate. Oggi la maggior parte del caffè viene prodotta in

Le salse già pronte

maionese

Sono per lo più derivate dalla maionese a cui sono stati aggiunti condimenti aromatici, talvolta agrodolci, ed erbe.
Le salse hanno una parte di rilievo nella cucina italiana, pur senza raggiungere il caso limite della cucina francese, nella quale salsa e pietanza sono talmente legate fra loro da non riuscire a distinguere gli ingredienti principali del piatto. Al contrario, la cucina italiana ha più rispetto per la natura degli ingredienti; è restia a camuffarli con colori, odori e sapori che potrebbero stravolgerne le caratteristiche originarie: per questa ragione fa un uso parsimonioso ed oculato delle salse. È ricchissima di salse calde, basti pensare ai mille e più modi di condire la pasta, mentre non ha una spiccata tradizione nelle salse fredde.
A parte queste considerazioni di carattere storico, la nostra società si sta rapidamente allineando a quelle più industrializzate. Di pari passo si evolve la cucina, nel senso che è benvenuto tutto quanto fa risparmiare tempo, pur senza mortificare la fantasia: è questa la ragione del grande successo che stanno avendo in questi anni le salse già pronte sulle nostre tavole. Sarà dunque necessario dare una breve descrizione e qualche consiglio pratico su questi prodotti industriali, con i quali abbiamo sempre più spesso a che fare.

I vizi più comuni: il fumo e il caffè

smoke and cigarettes

Il tabacco e il caffè sono ormai divenuti pressoché inseparabili dagli atti quotidiani, eppure possono divenire pericolosi.
Il caffè e il fumo non sono soltanto sostanze che possono provocare dei momenti di "relax" nelle nostre giornate sempre più tumultuose e, a volte, angosciose, ma rappresentano delle vere e proprie sostanze farmacologiche, in grado, cioè, di attivare nel nostro organismo un certo tipo di reazioni molto simili a quelle che, solitamente, sono proprie di preparati utilizzati per provocare una certa serie di effetti nel nostro organismo.

Il fumo - I componenti più importanti del fumo, dal punto di vista degli effetti sull'organismo, sono, in pratica, la nicotina, il benzopirene, l'ossido di carbonio.
La nicotina esplica un'azione molto complessa: i suoi effetti sono del tipo a interazione, agisce cioè in modo che diversi organi od ormoni interagiscano, a loro volta, su altri. È questo che la rende particolarmente pericolosa. Anzitutto, la sua azione stimola le ghiandole surrenali, poste al di sopra dei reni, che secernono due ormoni fondamentali, come l'adrenalina e la noradrenalina. La nicotina "spreme" l'adrenalina, che agisce sul cuore, ne accentua i battiti, aumenta la pressione, accelera la circolazione.
Contemporaneamente si ha un'azione anche a livello cerebrale con un'attivazione dell'acetilcolina, un neuromediatore, una sostanza cioè che il sistema nervoso utilizza per trasmettere i suoi messaggi. Questo costituisce per l'organismo un'autentica "sferzata": è ciò che dà al fumatore o al consumatore di caffè la sensazione, dopo una tazza di caffè o una sigaretta, di sentirsi più attivo e sveglio. Tuttavia, questa "sferzata" si traduce poi in

L'aceto

vinegar

Ricavato da vini bianchi, rossi o rosati a bassa gradazione alcolica, è un prodotto di largo utilizzo nell'alimentazione.All'epoca in cui i nostri antenati appresero come produrre il vino dall'uva, qualcuno certamente si accorse come questa gradevole bevanda alcolica, se lasciata in recipienti aperti per qualche tempo, si trasformasse in un prodotto dalle diverse caratteristiche organolettiche e dal sapore acidulo; fu così accidentalmente scoperto l'aceto. Questo prodotto, per il caratteristico aroma e sapore, fu da allora largamente utilizzato per conferire maggior sapidità e gradevolezza alle preparazioni alimentari e tuttora rappresenta un prezioso condimento delle insalate e delle preparazioni agrodolci. Come altri condimenti aromatici, non solo migliora l'appetibilità dei cibi, ma ne aumenta la digeribilità; infatti stimola la secrezione gastrica, preparando il nostro organismo all'assunzione del cibo. Inoltre, rigonfia e rende più tenere le fibre di connettivo della carne e le fibre di cellulosa della verdura, rendendole più facilmente cucinabili e digeribili. Sempre al passato risale l'abitudine di utilizzare l'aceto come conservante degli alimenti vegetali (olive, cetrioli, carote, cavolfiori ecc.), e animali (pesce); infatti per la particolare acidità esso è in grado di