Il vino

wein

Bevanda alcolica fra le più antiche, di grandissimo interesse gastronomico, ha anche un elevato valore alimentare.
La storia di questa bevanda è incerta e confusa. In una tomba del XVI secolo a.C., situata nell'area mediorientale, sono visibili raffigurazioni di scene di vendemmia; intorno al 1000 a.C. il vino era diffuso in Grecia; veniva bevuto anche dai Romani, che avevano classificato il vino in tre qualità, in base alla diversa tecnologia di produzione. Il vino prodotto dai Greci e dai Romani era molto diverso da quello prodotto attualmente: era molto denso, liquoroso e sciropposo in quanto veniva lasciato al sole a concentrarsi in anfore di creta rivestite internamente di resine; talvolta erano aggiunte anche sostanze speziate o dolcificanti, come il miele. Tale vino non si beveva al naturale, ma veniva miscelato con acqua. Bisogna attendere fino al XVIII secolo perché si sviluppino tecnologie di produzione più simili alle nostre, ma solo in seguito, con Pasteur, si pongono le basi delle conoscenze scientifiche che sono servite come fondamento per lo sviluppo dei processi di vinificazione attuali.

Dall'uva al mosto - L'uva, che è il frutto della vite (Vìtis vinifera), è la materia prima per la produzione del vino. Durante la maturazione dell'uva gli acini in un primo tempo aumentano di volume, poi iniziano a cambiare colore, passando dal verde, tipico della clorofilla, a colori caratteristici per ciascuna varietà, dovuti a pigmenti colorati. In questa fase della maturazione la densità del succo aumenta in seguito alla sintesi degli zuccheri e diminuisce la sua acidità dovuta alla salificazione degli acidi liberi con potassio e calcio. La maturazione dell'uva si ritiene raggiunta quando si ha la massima quantità di zucchero e la minima di acidi. Questi parametri possono essere determinati per via organolettica: dall'aroma e dal sapore del succo, dalla consistenza degli acini e dalla facilità del loro distacco dal graspo. Esistono anche dei metodi non empirici per valutare il grado di maturazione dell'uva che consistono nel controllare la variazione del contenuto zuccherino e degli acidi mediante analisi effettuate sul succo d'uva a brevi intervalli di tempo. Con questi dati si determina un indice di maturazione che rappresenta il rapporto percentuale del contenuto in zuccheri e in acidi liberi (espressi come acido tartarico); tale rapporto può essere calcolato per ciascuna varietà di uva, e rappresenta un punto di riferimento per le annate successive, L'uva matura viene raccolta e selezionata, eliminando le uve ammuffite o immature che possono provocare una errata fermentazione, A questo punto si effettua, per compressione o schiacciamento, l'ammostatura o pigiatura delle uve che provoca la fuoriuscita del succo dagli acini; un tempo effettuata con i piedi, viene oggi eseguita con macchine pigiatrici che possono essere anche abbinate a diraspatrici (che allontanano i graspi). in taluni casi l'allontanamento dei graspi può essere

Le malattie renali

nierenerkrankungen

I reni costituiscono due filtri di importanza fondamentale per la nostra vita e le loro malattie possono avere gravi conseguenze.
Fra le varie malattie renali, alcune sono primitive, cioè non causate da altri processi morbosi, altre, invece, sono connesse alla presenza di forme patologiche che hanno colpito organi differenti. Prendiamo in esame dettagliatamente quelle più diffuse.

Glomerulonefrite acuta - È un'infiammazione dei glomeruli renali, spesso conseguenza di infezioni localizzate in altri organi. Fra le malattie renali è probabilmente la più conosciuta: si osserva in prevalenza nell'infanzia e nell'adolescenza e colpisce soprattutto il sesso femminile.
Spesso la malattia è preceduta da manifestazioni infettive a livello della gola (tonsillite, faringite acuta), delle vie respiratorie superiori e delle orecchie (otite) e da malattie esantematiche (scarlattina). Tuttavia, questo inizio non si osserva in tutti i casi. Generalmente, la glomerulonefrite acuta si associa inizialmente a un senso persistente di debolezza (astenia), malessere, alterazioni nella emissione di urina (oliguria), presenza di sangue nelle urine (ematuria), rigonfiamenti (edemi) soprattutto a livello delle palpebre, delle caviglie, dei piedi. Possono poi essere presenti anche dolori lombari, mal di testa, aumento della pressione arteriosa (ipertensione), disturbi nel sistema cardiocircolatorio.
Gli esami di laboratorio mettono particolarmente in evidenza la presenza di proteine urinarie (proteinuria), di globuli rossi (eritrocituria), di cilindri (cilindruria).
Solitamente, la malattia ha un andamento favorevole e si risolve nel giro di pochi giorni. Tuttavia nel 10-20 per cento dei casi si possono osservare complicazioni di vario tipo: talvolta si può così giungere a un'insufficienza renale cronica mentre in altri casi i sintomi, dopo essere apparentemente scomparsi, riappaiono.
Terapia: si basa prevalentemente

La birra

bier

Di origine antichissima, può costituire un'ottima alternativa al vino e ad altre bevande alcoliche, ma attenzione a non eccedere.
La birra è una delle bevande alcoliche più antiche: la sua preparazione era infatti nota già più di 6000 anni fa, come testimoniano alcuni reperti archeologici. Scoperta probabilmente per caso dalla fermentazione naturale di sostanze amidacee (cereali), originariamente era piuttosto simile al vino, di sapore essenzialmente acidulo, anziché amarognolo, poiché si ignorava l'esistenza di sostanze amaricanti come il luppolo. Prodotta principalmente da succo di orzo e farro, spontaneamente inacidito, era una bevanda molto apprezzata e diffusa presso gli Egiziani, tanto da rappresentare, insieme al pane e cipolla, il salario degli operai che lavoravano alle piramidi. Conosciuta anche dai popoli della Mesopotamia del terzo millennio avanti Cristo, si diffuse ampiamente in Germania, in Inghilterra e nella Gallia (antica Francia), mentre ebbe scarso successo presso i Greci e i Romani, che preferivano il vino.
La scoperta del luppolo e la sua utilizzazione nella aromatizzazione della primitiva bevanda risale al Medioevo ed è attribuita ai Finni; in seguito la coltivazione del luppolo si diffuse ampiamente nell'Europa del nord (XI-XIV secolo). La produzione di birra mantenne un carattere artigianale fino alla seconda metà del 1600, cioè fino a quando il miglioramento delle tecniche produttive non consentì di ottenere un prodotto con buone proprietà di conservazione, tale da poter essere distribuito ovunque; sorsero allora le prime fabbriche. Londra fu famosa per le sue birrerie: la Samuel Whitbread già nel 1709 aveva undici fabbriche che coprivano la domanda di 1/3 della metropoli! I birrai inglesi crearono un mercato nazionale e svilupparono anche una cospicua corrente di esportazione sia verso Oriente sia verso il Baltico e l'Occidente.
Come risultato della colonizzazione inglese, anche in America si diffusero le birrerie; nel 1873 circa 4000 fabbriche producevano 14 milioni di ettolitri di birra. Settant'anni più tardi la produzione della birra divenne 8 volte maggiore; le innovazioni tecnologiche e le scoperte scientifiche sui meccanismi delle fermentazioni contribuirono in modo decisivo a questa evoluzione.
Attualmente la birra è la bevanda

Il windsurf

surf a vela

Il windsurf è uno sport ormai diffusissimo che offre l'inebriante sensazione di "volare sulle onde".
Recuperata l'attrezzatura in acqua si tira la scotta fino ad alzare l'albero in verticale, le mani afferrano il boma e cazzando, progressivamente, la vela, la tavola prende abbrivio con andatura al traverso e... già si vola sulle onde. Questa è l'inebriante sensazione di chi scopre il surf a vela e il suo mondo. Il surf a vela viene praticato con un mezzo estremamente semplice ma capace di raggiungere una velocità pari a 50 km orari, superando le più sofisticate imbarcazioni da regata. Nato nel 1967 da un'idea degli americani Drake e Schweitzer il windsurf ha riscosso un vero successo in tutto il mondo specialmente tra i giovani. In Italia, dopo un primo periodo di diffidenza da parte dei velisti, il surf a vela ha avuto una diffusione inaspettata e ora le case costruttrici offrono una notevole scelta di scafi: dalle tavole da salto (fun), ai volume, alle tavole piatte. In breve il surf si è fatto strada e grazie a materiali sofisticati e a messe a punto particolareggiate, si sono realizzate imprese come la traversata atlantica e il doppiaggio di Capo Horn.

Guardiamolo da vicino - Esaminiamo nei particolari le parti di questa agilissima imbarcazione.
Lo scafo: le tavole sono il prodotto della più alta tecnologia dei materiali sintetici. Il polietilene robusto ma pesante è adatto alla costruzione di tavole per principianti, la vetroresina (usata per la costruzione delle barche) più leggera, è adatta per le tavole a volume usate in regata e gli epossidici (materiali costosi ed estremamente leggeri) per le tavole fun da salto. Le dimensioni classiche della tavola sono: lunghezza metri 3,70 per i modelli scuola; metri 3,90 per quelli da regata; metri 3,30 per le tavole fun da salto; larghezza da cm 65 a cm 70; peso da kg 12 a kg 22. L'albero: può essere in vetroresina o in alluminio, di forma cilindrica con un diametro di circa 8 cm, che va rastremando verso la testa, con un profilo conico. L'albero deve essere flessibile perché si possa meglio adattare alle varie condizioni di vento. La lunghezza è di metri 4,50 circa ed il peso è di circa kg 2,70.
Il piede: in gomma a snodo flessibile o a giunto cardanico in PVC. Serve per fissare l'albero alla tavola.
Il boma: come il piede dell'albero è una parte essenziale del surf; serve per tenere in tensione la vela e funge da timone durante la navigazione. Generalmente in alluminio, deve essere piuttosto rigido per contrastare la forza di trazione esercitata dal surfer e la pressione del vento sulla vela.
La vela: di forma triangolare e di materiale sintetico, è il frutto di esperienze acquisite sulle moderne imbarcazioni a vela. Di vario metraggio, le vele hanno una superficie che varia dai mq 4,50 (tormentina) ai mq 6,30 per le vele da regata. Naturalmente la superficie velica si adatta alla forza del vento.
La deriva: è una piastra di legno o plastica che, inserita attraverso la fenditura dello scafo, serve a

Il trekking

путешествие

Come fare dell'escursionismo stando a stretto contatto con la natura e con la gente.
"Trekking" è un'espressione che deriva dal termine boero "trek", che significa "traccia" e, più precisamente, era il solco lasciato sul terreno dai carri trainati dai buoi che i boeri usavano per i loro spostamenti.
Il significato che ha acquisito oggi questa parola è, però, molto più ampio: semplificando molto le cose si può dire che il trekking è un'escursione in luoghi incontaminati dalla civiltà moderna, che dura più giorni e che viene fatta con mezzi primitivi, per lo più a piedi, ma anche a cavallo, con la piroga o altro. Questo non significa soltanto fare dello sport o scappare dal caos metropolitano, ma anche stare a stretto contatto con la natura e con la gente, conoscere civiltà diverse, studiare la storia dell'uomo.
Il trekking ha incominciato a diffondersi sempre più tra la gente comune e ad essere alla portata di tutti.

Dove - Si può fare del trekking praticamente in qualsiasi posto: l'ideale è la montagna, ma si può anche risalire un fiume, attraversare il deserto o percorrere sentieri vicino al mare. Un buona regola è quella di scegliere, in base anche alle proprie capacità e condizioni fisiche, un itinerario che corrisponda agli interessi personali. Per i principianti l'Italia offre una grande possibilità di scelta: sulle Alpi, sulle Prealpi e anche sull'Appennino ci sono tantissimi sentieri, facili da percorrere, lungo i quali si trovano rifugi e baite in cui ci si può sistemare per passare la notte. In questi luoghi generalmente la durata delle escursioni va dalla settimana ai quindici giorni ed è possibile organizzarsi in modo autonomo, consultando delle buone carte geografiche da richiedere ai Club Alpini locali. Per chi, invece, ha già avuto qualche esperienza di trekking e ha sete di avventura ci sono le

Il campeggio

campground

Il campeggio Rappresenta senz'altro la forma più immediata e più sana di godimento delle vacanze.

I benefìci della vita all'aria aperta - Abitate nelle brumose città del Nord? Vivete in modo sedentario, fate poco sport, avete disturbi digestivi o soffrite di insonnia? Ebbene, prendetevi una buona vacanza in campeggio e vedrete con stupore che la maggioranza dei disturbi scomparirà completamente.
Perché il campeggio ha un influsso così importante sulla salute? A parte l'azione climatica diretta (ma questa, ovviamente, è comune, anche per chi fa le sue vacanze in casa o in albergo), l'effetto del campeggio è legato anche a fattori psicologici che agiscono direttamente, tramite il sistema nervoso centrale, sui nostri organi e tessuti.
Il campeggio, infatti ha, anzitutto, una forte azione "liberatoria" poiché permette di rompere completamente gli schemi di vita a cui un individuo si abitua. Inoltre, la vita all'aria aperta, le esigenze "logistiche", la sistemazione in tende, camper o roulotte costringono a "interpretare" un personaggio del tutto nuovo che varia radicalmente i rapporti interpersonali, anche tra gli stessi membri della famiglia. Questi cambiamenti si riflettono anche in mutamenti di tipo fisico legati al particolare tipo di vita del campeggio. Quello che diremo vale, naturalmente, solo per chi inizia adesso l'attività all'aria aperta, non è certamente rivolto ai "vecchi" campeggiatori che conoscono perfettamente già tutti questi problemi.

Qualche consiglio per i non iniziati - Anzitutto, per chi decide di partire in campeggio per la prima volta, sarà bene scegliere un periodo di tempo non superiore ai quindici giorni. Questo per motivi molto semplici: perché l'esperienza del campeggio può rivelarsi anche negativa e sarebbe quindi inutile programmare vacanze prolungate che potrebbero poi risultare completamente rovinate, e poi perché la vita del campeggio impone un impegno fisico non indifferente che può anche influire negativamente sulle stesse condizioni di salute. Da questo deriva una conseguenza abbastanza intuitiva: non programmate vacanze in campeggio se non siete più che sicuri

Gli aperitivi

campari

Pur avendo uno scarso valore nutritivo, gli aperitivi producono una discreta quantità di calorie che vanno aggiunte a quelle introdotte giornalmente con gli alimenti.
È ormai ben noto come le caratteristiche organolettiche di un prodotto siano determinanti nel predisporre il nostro organismo all'assunzione del cibo: la percezione sensoriale del colore, odore, aroma e gusto di un alimento è infatti in grado di provocare in noi sensazioni più o meno gradevoli e di indurre, tramite riflessi condizionati, un aumento della secrezione salivare e gastrica, che favorisce la digestione dell'alimento stesso.
Proprio da questa funzione di predisporre lo stomaco alla ricezione e digestione dei cibi, stimolando nel contempo la sensazione di appetito, gli aperitivi traggono il loro nome. Si tratta infatti di bevande alcoliche o analcoliche che, per il loro contenuto in alcol etilico e in essenze o estratti di piante ed erbe aromatiche, stimolano le terminazioni nervose della mucosa orale, aumentando la secrezione gastrica e disponendo quindi favorevolmente l'individuo verso il pasto.
Il consumo di aperitivi negli ultimi anni è notevolmente cresciuto data l'esigenza sempre crescente di ricorrere ad alimenti ad azione tonica ed eccitante, al fine di stimolare l'organismo affaticato e stressato. Da un uso tradizionale socializzante e rituale delle bevande alcoliche, si è passati ad un consumo nevrotico; le bevande alcoliche sono oggi utilizzate essenzialmente per l'azione sedativa ed euforizzante dovuta all'alcol, che aiuta a dimenticare le difficoltà della vita, del lavoro e dei rapporti sociali. La conseguenza più drammatica di questo atteggiamento è naturalmente la diffusione dell'alcolismo e la sempre maggiore incidenza di malattie correlate al consumo di alcol (cirrosi epatica, ulcera gastrica, degenerazione grassa del fegato, pancreatiti) e di incidenti mortali dovuti ad abuso di alcol. È pertanto opportuno limitare il consumo di prodotti alcolici, siano essi liquori, digestivi o ancor più aperitivi. Questi ultimi infatti, per le particolari proprietà stimolanti l'appetito, sono essenzialmente consumati a digiuno prima dei pasti; in questo caso, non solo un'eccessiva secrezione cloridrica può a lungo andare

Le bevande analcoliche

alcohol-free drinks

Le bevande analcoliche comprendono un'ampia gamma di alimenti liquidi caratterizzata da un elevato contenuto di zucchero e, spesso, di sostanze conservanti.
Le bevande analcoliche sono degli alimenti liquidi privi di alcol come i succhi di frutta e di ortaggi, le bibite di frutta (aranciate, limonate ecc.) e le bibite di fantasia (gassosa, cola ecc.).

I succhi di frutta - I primi succhi di frutta sono stati prodotti verso la fine del secolo scorso in Svizzera e in Germania in seguito alla lavorazione delle mele; successivamente sono stati introdotti anche in Italia dove hanno avuto ampia diffusione nell'ultimo dopoguerra. La produzione di queste bevande si è diffusa nel nostro paese come conseguenza di una larga disponibilità di frutta che non viene venduta come prodotto fresco. Questi prodotti, di discreta qualità nutrizionale, sono apprezzati come consumo sostitutivo della frutta fresca nei periodi in cui questa non è disponibile a prezzi di mercato accettabili. In commercio esistono molti tipi di succhi di frutta. I vari tipi in commercio possono essere classificati in due categorie principali: i "succhi naturali", costituiti da succo di frutta al 100% e i "succhi e polpa di frutta" (chiamati anche nettari) a cui viene aggiunta acqua acidula e zucchero e il cui contenuto in succo può variare leggermente ma si aggira sempre intorno al 50%. Il valore nutritivo dei due prodotti è naturalmente assai differente. Infatti i succhi naturali, se preparati con una buona tecnologia, contengono ancora una parte delle vitamine del frutto fresco oltre ai sali e a tutti gli altri componenti della frutta, mentre i succhi di frutta costituiti da succo e polpa contengono molta più acqua e meno frutta; il loro valore nutritivo è quindi inferiore a quello dei succhi di frutta naturali. Al loro valore calorico contribuisce

L'idroterapia

idropinica

L'idroterapia, o cura con le acque minerali, è una forma di terapia già conosciuta nell'antichità, il cui diffondersi è dovuto in gran parte alla civiltà latina.
L'idroterapia (detta anche cura idropinica) si utilizza per quel tipo di malattie suscettibili di trattamento e miglioramento mediante l'uso delle acque minerali, di acque, cioè, che possiedono determinate proprietà farmacologiche.
La suddivisione delle acque minerali si effettua considerando vari indici. Così, se si valuta il loro residuo (ottenibile sottoponendoli a una temperatura di 180°C) le acque minerali si possono suddividere in acque oligo-minerali, medio-minerali e minerali. Se, invece, si considera la loro temperatura, possiamo suddividerle in fredde (sotto i 20°C) e calde o termali, (al di sopra dei 20°C). Queste ultime poi sono differenziate in ipotermali (20-30°C), omeotermali (30-40°C), ipertermali (superiori ai 40°C).

Acque oligo-minerali
Presentano un residuo (a 180°C) non superiore allo 0,2 per mille. Le principali fonti italiane si trovano a Bagni di Mèdres, Baveno, Brennero Terme, Cepina, Chianciano, Comano, Fiuggi, Foligno, Garessio, Guarcino, Lurisia. Nocera Umbra, Pracchia, San Bernardo, San Carlo (Apuania), Scarperia, Solzago, Teano. L'azione delle acque oligo-minerali è soprattutto diuretica: vengono cioè assorbite nel tratto gastrointestinale ed eliminate tramite i reni. L'acqua eliminata è maggiore dell'acqua assorbita. Questo effetto si ottiene dopo alcuni giorni di cura. Contemporaneamente aumenta anche l'eliminazione di sostanze particolarmente significative come azoto, acido urico, magnesio, fosforo.
Come utilizzarle: si inizia con un quantitativo moderato (500-700 centimetri cubici) e successivamente si può anche arrivare sino a 1-2-3-4 litri al giorno a seconda delle necessità. Possono essere bevute fredde o intiepidite (un bicchiere ogni 20-30 minuti). In taluni casi si possono bere stando in

Acque minerali

mineral waters

Per essere certi di acquistare un'acqua dai reali effetti terapeutici è bene controllare che sull'etichetta appaia evidente la data dell'imbottigliamento, che non deve superare i due mesi.
Le virtù terapeutiche delle acque termali sono note da sempre, ma certamente i primi ad apprezzarle furono i Romani, che trasformarono addirittura le terme in luogo di ritrovo e svago, ove trascorrere parte della giornata e sfruttare al massimo le proprietà benefiche delle acque. Il consumo di acque minerali rimase per secoli limitato, sia perché esse venivano utilizzate a scopo puramente curativo, sia perché erano di difficile approvvigionamento e reperibili solo nelle stazioni di cura, le terme appunto. Le acque minerali sono acque di sorgente che, per particolari caratteristiche di composizione chimica, presentano determinate proprietà farmacologiche utilizzabili a scopo terapeutico. In relazione all'utilizzazione pratica, le acque minerali vengono distinte in acque da bagno e acque da tavola; le prime, di più stretto interesse medico, rappresentano le vere e proprie acque termali e, in funzione della temperatura, vengono classificate in acque fredde a temperatura minore di 20°C, acque ipotermali con temperatura compresa tra 20° - 30°C, termali con temperatura tra 30° - 40°C e ipertermali, come quelle delle terme di Abano e Agnano, con temperature superiori a 40°C. In seguito alla rivoluzione industriale e allo sviluppo della tecnologia, intorno alle stazioni termali sorsero numerosi impianti di imbottigliamento per lo sfruttamento delle sorgenti di acque termali a scopo commerciale. La produzione di acqua minerale ha rappresentato infatti un ottimo affare per l'industria alimentare che, disponendo di materia prima a basso costo, poco deperibile e di facile conservabilità, poteva realizzare un nuovo prodotto, con bassi costi di produzione e rese assai elevate. Per lanciare il nuovo prodotto e ampliarne il mercato, l'industria alimentare si trovò a organizzare una forte e capillare campagna pubblicitaria, volta ad esaltare le proprietà medicamentose e rivitalizzanti delle acque minerali destinandole a una vasta fascia di consumatori, dai bambini (per diluire il latte in polvere), fino agli anziani.
La valorizzazione industriale delle acque minerali, proposte per rimanere giovani, sani e belli, unitamente alla generale sfiducia e diffidenza rispetto alla reale salubrità delle acque della rete idrica pubblica, a volte sospette di inquinamento o contaminazione, hanno contribuito a incrementarne notevolmente il consumo.
Procedere ad una classificazione delle acque minerali non è semplice data la loro

L'attività fisica in climi caldi

körperliche Aktivität bei heißem Wetter

La disidratazione dell'organismo può impedire la sudorazione con gravi conseguenze per la salute.

Il meccanismo della termoregolazione - Esiste nel nostro cervello un centro nervoso, il "centro termoregolatore", che - come dice il termine stesso - ha la funzione di tenere sotto controllo la temperatura corporea: ogni volta che, per qualsiasi ragione, il nostro corpo si scalda o si raffredda troppo, questo centro fa scattare dei meccanismi per cui il calore in eccesso viene smaltito e viceversa. L'attività del centro termoregolatore è incessante poiché i nostri organi, cuore, polmoni ecc., anche quando lavorano "al minimo" (per esempio quando dormiamo) non smettono mai di produrre calore. Quando si fa dell'attività fisica, poi, il calore prodotto dal lavoro muscolare fa aumentare notevolmente la temperatura interna, che può salire fino a 41° - 42°C e, a seconda delle condizioni ambientali, l'organismo è più o meno facilitato nel riuscire a disperdere il calore in eccesso. L'ambiente esterno può infatti essere tale da determinare esso stesso un aumento della temperatura corporea. Il concetto è, in sintesi, questo: se c'è il sole e fa caldo l'organismo tende ad assorbire calore e quanto più l'aria esterna è umida tanto più è ostacolata l'evaporazione del sudore e, quindi, la dispersione del calore accumulato. I meccanismi attraverso i quali questa dispersione può avvenire sono quattro:

La sete: una spia dell'organismo

thirst

La sete può avere molteplici significati e, comunque, indica sempre un bisogno dell'organismo di reidratarsi.
L'organismo umano è costituito per la maggior parte di acqua (circa il 75% nel bambino e il 60% nell'anziano) e questa quota deve essere mantenuta per un corretto espletamento delle funzioni vitali. Gli alimenti ne contengono un'alta percentuale (le verdure il 90%, la frutta l'80-90%; le carni e i pesci circa il 70%), inoltre molti cibi commercializzati allo stato secco come le paste alimentari, le farine, il riso, assorbono grandi quantità d'acqua durante la cottura e contribuiscono pertanto ad un suo apporto nell'organismo. Il fabbisogno di acqua da parte dell'organismo serve ad equilibrare la normale perdita giornaliera (circa 2500-2700 ml) che può essere influenzata dalle condizioni ambientali e dal tipo di alimentazione.
Nelle forme viventi, l'acqua risulta contenuta in due porzioni: intracellulare (cioè all'interno della cellula) ed extracellulare (ossia al di fuori della struttura cellulare). Tra la porzione intra ed extracellulare avvengono continui scambi che permettono il verificarsi di due situazioni fondamentali: il mantenersi di uno stato di equilibrio e lo scambio costante di sostanze indispensabili per la vita delle nostre cellule. L'acqua contenuta nel nostro corpo proviene per la maggior parte dall'esterno, dove viene assunta con gli alimenti e con i liquidi. Una parte invece è il risultato del metabolismo (cioè della trasformazione) delle varie sostanze. La quantità totale dell'acqua presente nel nostro organismo raggiunge l'incredibile quantità di 40-45 litri! L'acqua metabolica si forma nel rapporto di 14 grammi d'acqua per 100 calorie. C'è poi un ricambio dell'acqua: una perdita di acqua si verifica attraverso la sudorazione e la respirazione, tuttavia la quota maggiore è eliminata attraverso le feci e le urine (200 ml - 1-2 litri). L'equilibrio fra assunzione e perdita di acqua è sotto il controllo

L'acqua potabile

drinking water

Il giudizio di potabilità dell'acqua si basa su diversi parametri che variano secondo le singole realtà di ciascun paese.
L'acqua è largamente, ma irregolarmente, distribuita in natura: oceani, mari, laghi e fiumi occupano più del 70% della superficie totale del pianeta. Lo scambio di acqua tra la superficie del globo e l'atmosfera è continuo: dalla superficie degli oceani, dei mari, dei fiumi, del suolo umido, una grande quantità di acqua evapora continuamente e si espande nell'atmosfera sotto forma di vapore. Quando il vapore acqueo raggiunge una zona a temperatura relativamente bassa, condensa, formando le nubi, che in opportune condizioni danno luogo alle precipitazioni atmosferiche (pioggia, neve ecc.). L'acqua piovana in parte evapora e ritorna all'atmosfera, in parte scorre sulla superficie del suolo formando ruscelli, torrenti, fiumi, laghi, che la conducono nuovamente al mare; un'altra parte che si infiltra nel sottosuolo e prende il nome di acqua tellurica, in seguito riafiiora dal terreno nelle sorgenti.
Le acque di superficie non sono adatte per il consumo umano, in quanto sono molto impure e facilmente inquinabili, specialmente in vicinanza di centri abitati e di stabilimenti industriali. Esistono comunque dei mezzi fisici e chimici adatti a rendere potabile un'acqua inquinata. Le acque che si infiltrano nel terreno sciolgono lungo il loro tragitto quantità variabili di sali e contemporaneamente si liberano delle sostanze sospese e della carica batterica assunta dalla superficie del suolo. Queste acque fuoriescono naturalmente da aperture del terreno, provenienti da strati più o meno profondi (falde) e costituiscono le sorgenti. Le acque di sorgente contengono disciolti sali, la cui qualità e quantità dipende dalla natura del terreno attraversato. Quando dalle sorgenti fuoriesce acqua di qualità idonea e di portata sufficiente, come avviene generalmente in montagna o in collina, questa viene

Alimentazione alternativa

веганский питание

Un nuovo modo di alimentarsi per essere in pace con se stessi e col mondo o solo una moda passeggera ?
Con questa denominazione ci si riferisce ad alcuni orientamenti alimentari, come la macrobiotica, il naturismo, il vegetarianismo, l'eubiotica, che traggono i loro principi fondamentali da filosofie orientali (taoismo, buddismo, induismo), attualmente proposte nei paesi industrializzati come alternativa alla moderna alimentazione.
È ormai ben noto come l'incremento nell'incidenza di alcune "malattie del benessere" sia correlato ad errate scelte alimentari: in Europa metà della popolazione soffre di carie, il 30% di obesità, il 10% di ipertensione, il 3% di diabete; un terzo circa della popolazione tra l'altro soffre di stitichezza come conseguenza di un'alimentazione povera in fibra alimentare. Sono già stati individuati alcuni fattori di rischio per queste malattie, come ad esempio il ristagno di cibo negli spazi interdentali, la carenza di iodio, eccessi alimentari come l'assunzione incontrollata di lipidi e colesterolo, eccesso di sale e scarsa assunzione di fibra nella razione alimentare. È pertanto necessario riequilibrare la nostra dieta per fornire all'organismo tutte le sostanze utili al corretto funzionamento cellulare, garantire il mantenimento di un buono stato di salute e per svolgere un'azione preventiva nei confronti delle malattie di origine alimentare.
Per alimentarsi in maniera equilibrata è tuttavia indispensabile

Erbe per calmare i dolori mestruali

Kräuter Menstruationsbeschwerden zu lindern

L'utilizzazione di alcuni infusi e decotti a base di erbe particolari ci permette di dare al fisico un valido aiuto anche nei giorni del ciclo mestruale.

Infuso di angelica
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di radici secche di angelica, coprite e lasciate in infusione per 10-15 minuti. Filtrate poi il liquido con un colino a maglie fitte, lasciatelo raffreddare e mettetelo in un recipiente chiuso. Bevetene a bicchierini per favorire la comparsa delle mestruazioni.

Infuso di artemisia
Mettete a macerare 1,5 grammi di sommità fiorite secche di artemisia in 100 grammi di acqua in ebollizione. Lasciate in infusione per 15-20 minuti a recipiente coperto. Filtrate poi attraverso un colino a maglie fitte.
Bevetene 1-2 tazzine a digiuno al mattino appena alzate per favorire la regolarizzazione delle mestruazioni.
L'impiego dell'infuso di artemisia deve essere giustamente moderato perché se somministrato a dosi elevate può provocare dei casi di ipnotismo e talvolta anche di aborto.

Decotto di borsa di pastore
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 5 grammi di parte aerea di borsa di pastore (si usa normalmente la pianta fresca), fate sobbollire per 15-20 minuti, lasciate poi riposare il decotto dopo averlo coperto. Conservatelo in luogo fresco. Bevetene 1 cucchiaino ogni ora; se ne possono bere fino a 5 complessivamente, in caso di mestruazioni abbondanti e dolorose.
Per la regolarizzazione della periodicità delle mestruazioni in caso di frequenti irregolarità, bere 1-2 cucchiaini di decotto per 8 giorni prima della data prevista.

Il sistema endocrino

endokrine System

Il sistema endocrino è di importanza fondamentale per il nostro organismo poiché svolge una funzione di coordinamento.
I sistemi endocrino e nervoso rappresentano i due maggiori sistemi del nostro organismo giacché consentono all'uomo di adattarsi all'ambiente in cui deve vivere e di potervi reagire in rapporto alle differenti situazioni in cui viene a trovarsi. Mentre il sistema endocrino usa "messaggi" di tipo chimico, quello nervoso utilizza di solito sofisticate tecniche bioelettriche simili a quelle dell'informatica. I tessuti che costituiscono i vari organi endocrini sono particolarmente differenziati ed elaborano e scaricano determinate sostanze, chiamate ormoni, capaci di influenzare l'attività di altre ghiandole e tessuti chiamati "organi bersaglio".

Struttura del sistema endocrino - La ghiandola endocrina più importante è l'ipofisi, situata alla base del cervello, lunga circa 1 centimetro, larga 1-1,5 centimetri e con uno spessore di 0,5 centimetri. È suddivisa in due parti: l'adenoipofisi (più ampia) e la neuroipofisi (più ridotta e situata posteriormente). Produce circa 10 ormoni e, date le sue connessioni con l'encefalo, rappresenta il punto di interazione fra sistema nervoso e sistema endocrino. Altre ghiandole molto importanti sono la tiroide, del peso di circa 20 grammi, localizzata nel collo, che, a causa dei due lobi uniti da una porzione centrale, ricorda vagamente la forma di una farfalla; addossate alla tiroide vi sono le paratiroidi, quattro corpiciattoli delle dimensioni di un pisello; i surreni, situati immediatamente al di sopra dei reni, del peso di 4,5-8 grammi; la porzione endocrina del pancreas (isole del Langerhans); la parte endocrina delle ovaie; i testicoli; il timo, che prima della pubertà può raggiungere anche i 20 grammi e che poi si riduce fino a quasi scomparire. Una ghiandola di cui non si conosce ancora completamente la funzione è l'epifisi, di pochi millimetri, situata nel fondo dell'incisura trasversa del cervello. Più che una ghiandola endocrina è un trasduttore neuroendocrino che risponde a impulsi nervosi secernendo la melatonina, un ormone che regola

I prodotti dietetici

Diätprodukte

L'interesse sui temi della nutrizione, il timore delle malattie tipiche dell'età moderna hanno provocato un incremento non sempre giustificato di questo tipo di prodotti dietetici.

La dietetica dai primordi ad oggi - L'origine della dietetica, intesa come l'arte di organizzare il regime alimentare al fine di prevenire l'insorgere di alcune manifestazioni morbose, risale ai tempi remoti. L'uomo primitivo, infatti, guidato dall'istinto e dalle sensazioni di fame, sazietà o disgusto acquisì i primi rudimenti di nutrizione: imparò come fosse importante il rispetto della quantità, la proporzione e l'associazione dei vari alimenti e come a volte fosse opportuno sospendere l'assunzione di alcuni cibi in particolari condizioni patologiche. Più tardi, filosofi e medici confermarono l'importanza della dietetica come strumento per mantenersi in buono stato di salute; lo stesso Ippocrate formulò regimi dietetici specifici per le diverse patologie. La dietetica, riconosciuta come scienza fin dal 1800, inizialmente poco praticata, fece un grosso passo avanti solo nella seconda metà del secolo scorso. Oggi le moderne tecnologie di produzione degli alimenti hanno reso possibile la purificazione di prodotti naturali, la sottrazione o l'addizione di principi nutritivi, cosicché è diventato possibile produrre su vasta scala alimenti destinati a diete speciali, i cosiddetti prodotti dietetici, indicati per soddisfare le esigenze nutrizionali di soggetti i cui normali processi di digestione, assimilazione o, più in generale, metabolici, risultino alterati.

Caratteristiche di un alimento dietetico - Alimento dietetico è un prodotto che, allo scopo di rispondere ai requisiti richiesti da diete speciali o di completare o sostituire l'alimentazione ordinaria, subisce un particolare processo di lavorazione e viene addizionato o integrato con protidi, lipidi, glucidi, vitamine e sali minerali, o comunque con sostanze atte a conferirgli particolari proprietà dietetiche. In sostanza, questo alimento differisce dai comuni alimenti per la composizione chimica e per le modificazioni chimiche, biologiche, fisiche apportate nel corso del processo produttivo.
Per orientarci nella scelta dei prodotti dietetici, occorre distinguerli in tre categorie.

Il gelato fatto in casa

hausgemachtes Eis

Il gelato fatto in casa è un prodotto nutrizionalmente completo, da introdurre senz'altro nelle quotidiane abitudini alimentari.
Il gelato fatto in casa, rispetto al gelato industriale, presenta un valore nutritivo superiore, in quanto gli ingredienti utilizzati sono di qualità migliore e non vengono aggiunti additivi o coloranti; si presenta più compatto poiché contiene meno aria, ed inoltre possiede le stesse garanzie igieniche se preparato e conservato adeguatamente.
Il gelato fatto in casa nel passato non era una preparazione molto diffusa per i problemi relativi alla sua conservazione. I tempi di preparazione erano molto lunghi e, una volta prodotto, il gelato doveva essere consumato in breve tempo, essendo costituito da ingredienti molto deperibili. Si poteva conservare nello scompartimento del ghiaccio del frigorifero ma per periodi di tempo limitati. Lo stesso problema si poneva nel caso delle torte-gelato casalinghe, generalmente di dimensioni tali da essere preparate e consumate solo in particolari occasioni, come pranzi con molti invitati.
Con l'introduzione dei moderni congelatori, che congelano gli alimenti ad una temperatura di almeno -20°C, si è introdotto un efficace mezzo di conservazione che ha permesso la diffusione del gelato fatto in casa. Può essere prodotto e consumato in tempi diversi ed inoltre, se conservato nel congelatore, mantiene inalterate le sue caratteristiche organolettiche per alcuni mesi, fino a che non intervengono, anche a queste temperature, processi ossidativi che alterano i componenti lipidici.
Inoltre, la produzione del gelato casalingo è stata favorita dall'introduzione delle moderne gelatiere che hanno ridotto notevolmente i tempi di preparazione.
Infine, tra i fattori che hanno determinato la diffusione di questa preparazione, si trova anche il crescente interesse che i consumatori dimostrano verso i prodotti genuini. Oggi è così possibile introdurre il gelato fatto in casa nelle abitudini alimentari quotidiane; viene preparato sia in estate sia in inverno, ma viene naturalmente consumato in quantità maggiori nei mesi estivi, quando il desiderio di un alimento freddo e gradevole è più frequente.

Gli ingredienti dei gelati e dei sorbetti - Gli ingredienti utilizzati per preparare i gelati sono panna,
latte, zucchero, uova, succhi o polpa di frutta, oppure cacao, caffè, mandorle e nocciole o liquori. I gelati si possono distinguere in due categorie principali: i gelati veri e propri alla crema o alla frutta ed i sorbetti.
I gelati alla crema vengono preparati congelando

La cura della sterilità

Behandlung der Unfruchtbarkeit

La medicina ha oggi a disposizione numerosi mezzi per debellare radicalmente varie forme di sterilità.
I meccanismi capaci di indurre una sterilità, sono assai complessi ed è quindi difficile potere parlare di profilassi per ogni forma di mancata fecondazione. Tuttavia si possono usare alcune precauzioni e controllare attentamente le funzioni dell'organismo così da potere intervenire precocemente quando l'attesa maternità dovesse ritardare oltre quei limiti che sono statisticamente prevedibili.
Una buona profilassi contro eventuali forme di sterilità si deve basare sui seguenti punti:
• controllare attentamente l'eventuale presenza di focolai polmonari, soprattutto se in famiglia esistono (o sono esistite) forme di tubercolosi; infatti, l'eventuale presenza di una tubercolosi che interessi peritoneo e apparato genitale può provocare un'occlusione delle tube;
• ridurre o eliminare l'obesità, partendo già dall'infanzia;
• prestare particolare attenzione all'alterazione della funzione delle ghiandole endocrine (endocrinopatie), in particolare di quelle più direttamente interessate all'attività riproduttiva (ipofisi, ovaie, surreni, tiroide ecc.), soprattutto se queste disfunzioni endocrine figurano già in altri componenti del gruppo familiare; non riconoscere precocemente una turba endocrina significa correre il rischio di una ridotta (ipofertilità) o assente fecondità (sterilità);
• evitare, se possibile, l'esecuzione di interventi addominali (appendicectomia; isteropessi, ossia cura del prolasso uterino);
• sottoporre ad attenta verifica i risultati di alcuni interventi chirurgici (revisione dell'utero nel periodo puerperale, interventi abortivi) che possono portare alla formazione di sinechie (aderenze) che bloccano una possibile maternità;
• eliminare l'uso di trattamenti con sostanze psicotrope (fenotiazina, fenilzina, sulpiride, reserpina) in grado di ridurre la fertilità;
• rivolgersi all'ostetrico per una giusta scelta degli anticoncezionali onde evitare inconvenienti che si possono verificare quando se ne sospenda l'uso (amenorrea con mancanza di ovulazione);
• non concentrare i rapporti sessuali soltanto nel periodo dell'ovulazione (esaurimento degli spermatozoi di deposito) né diluirli troppo nel tempo (invecchiamento degli spermatozoi di deposito);
• non rendere ossessivo il tentativo di fecondazione, altrimenti si può avere il rischio

I gelati industriali

industrial ice cream

Garantiti igienicamente, i gelati industriali hanno però un valore nutrizionale limitato rispetto al gelato artigianale.
Il gelato ha origini incerte: alcuni lo fanno risalire ad una usanza delle antiche civiltà orientali che consisteva nel preparare bibite gelate tramite la neve o il ghiaccio, ipotesi che sembrerebbe confermata dal fatto che la parola sorbetto deriverebbe dall'arabo sharbet (da sharab = bere); altri sostengono che sia stato introdotto dai Romani, che preparavano il gelato con frutta, miele e neve dell'Etna, portando a sostegno di quest'ipotesi la prova dell'origine latina della parola sorbitium (bevanda da sorbire). Sicuramente fu poi però merito degli italiani la diffusione del gelato all'estero; infatti furono i gelatieri di Caterina de' Medici nel 1533 a portarlo in Francia e un secolo dopo a Parigi sorse la prima gelateria a opera di Procopio Coltelli. Per molto tempo il gelato fu un alimento destinato alla nobiltà e all'alta borghesia, sia per gli ingredienti utilizzati (latte, panna, cioccolato, uova), sia per la facile deperibilità che ne rendeva problematica la commercializzazione e la diffusione. Oggi il consumo dei gelati è diffuso ovunque, mentre il consumo italiano di questo prodotto risulta di 5-6 volte inferiore al consumo medio di gelati negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica. Questo comportamento è dovuto al fatto che fino a non molti anni fa il gelato non rientrava nelle abitudini alimentari italiane e veniva prodotto solo nei mesi estivi.

La dieta con i cereali

ernährung mit getreide

Ampiamente rilanciati dalle moderne teorie nutrizioniste i cereali tornano sulla nostra tavola come protagonisti.
La storia dell'uomo è intimamente legata a quella dei cereali. Se si va indietro con il tempo possiamo vedere che i cereali costituirono il cibo-base dell'umanità ed ancora oggi lo sono per alcune popolazioni. Nella nostra società i cereali sono stati via via sostituiti da grassi e carni ed alcuni cereali sono scomparsi dalle nostre mense, mentre è sopravvissuto, pur impoverito dalla raffinazione, il grano per farne pasta o pane. Di questi si è avuta una flessione nei consumi col dilagare dell'opinione che l'assunzione di carboidrati complessi fosse sinonimo di obesità e di svariati disturbi organici e si è così incrementato in modo irrazionale il consumo di proteine animali, grassi ed alimenti dolci. Oggi le moderne teorie nutrizioniste hanno rilanciato i cereali attraverso il recupero dell'alimentazione dei popoli mediterranei degli anni cinquanta che risultavano indenni da alcune malattie attualmente frequenti ed in crescita continua. Ma i cereali non sono solo quelli da cui si ricavano pane e pasta, quindi solo il grano, sono invece ben altri 7 e precisamente l'orzo, l'avena, la segale, il riso, il miglio, il mais e il grano saraceno. Quest'ultimo, pur non essendo botanicamente una graminacea, si usa considerarlo tale per la composizione chimica analoga. Per quanto riguarda il valore nutritivo i cereali (integrali) contengono mediamente l'11,43% (con punte del 14,20% dell'avena e del 7,65% del riso) di proteine che, essendo di origine vegetale, devono veder compensate le loro carenze compositive da un'associazione con legumi o con alimenti animali tipo latte o formaggio. Il tenore di grassi è in media del 3,39% (l'avena conta il 7,40% ed il mais il 5%), mentre il 70% è coperto dai glucidi.
Quest'ultimi, formati in prevalenza da amido, richiedono la presenza per la loro assimilazione della vitamina B1, che viene totalmente perduta con la raffinazione, come del resto la maggior parte delle altre vitamine e dei minerali altrimenti presenti in buona percentuale e disponibili allo stato naturale. Una dieta a base di cereali richiede di conseguenza che questi vengano consumati prevalentemente

La sterilità

pillola del giorno dopo

Antico spauracchio delle donne, che venivano per questo considerate addirittura inferiori, è oggi quasi sempre curabile.
In un mondo che si sta avviando a una minacciosa sovrappopolazione sembrerebbe impossibile dovere occuparsi della sterilità. Eppure è così: nell'Europa Occidentale le coppie sterili raggiungono circa il 15 per cento della popolazione adulta. Tuttavia è sempre bene ricordare che il termine "sterilità" è soggetto a delimitazioni molto rigorose: si può infatti parlare di sterilità soltanto quando una coppia non riesce ad avere figli dopo avere mantenuto per 18 mesi consecutivi rapporti sessuali corretti, non avere ovviamente usato mezzi anticoncezionali ed avere avuto una frequenza di tali rapporti almeno bi o trisettimanali. Se l'età della coppia si aggira sui quarantanni, il periodo di attesa si riduce a non più di sei mesi.
Il periodo di 18 mesi per le coppie più giovani è reso necessario dal fatto che anche nelle coppie più affiatate sessualmente e psicologicamente e con tutte le condizioni fisiche richieste, soltanto il 33 per cento delle donne rimane incinta dopo tre mesi dal primo rapporto libero, il 70-80 per cento dopo sei mesi, il 90-95 per cento dopo un anno.

Vari tipi di sterilità - Si possono distinguere la sterilità primaria e secondaria, la infertilità, la subfertilità e la sterilità immunitaria.
Sterilità primaria: è quella che si verifica quando non si ha una gravidanza, desiderata da entrambi i coniugi, dopo un periodo di 18 mesi;
Sterilità secondaria: è quella che si verifica in una coppia che ha già avuto un figlio;
Infertilità: è quella che si verifica nelle donne che rimangono regolarmente fecondate, ma costantemente abortiscono. Bisogna ricordare che l'infertilità si riscontra anche nell'uomo, in conseguenza di alterazioni che possono anche essere transitorie, del liquido seminale;
Subfertilità: si tratta di modifiche lievi della capacità riproduttiva di un uomo e di una donna che non riescono a giungere a un concepimento quando hanno dei rapporti sessuali tra di loro. Spesso individui di questo tipo riescono ad avere un rapporto fecondo dopo essersi divorziati o separati;
Sterilità immunitaria: rappresenta un fenomeno rarissimo per cui una donna elabora degli anticorpi contro le proteine presenti nello sperma dell'uomo, rendendo impossibile una normale fecondazione.

Le più frequenti cause di sterilità femminile -Possono essere diverse; vediamo le più comuni.

I cereali per la prima colazione

сухие завтраки

Dai cereali, degli alimenti sani, nutrienti e particolarmente energetici, per iniziare la giornata in forma.
L'errore più frequente che si riscontra nella dieta dell'italiano medio, che abbia o non abbia problemi di peso, consiste nell'abitudine di non consumare la prima colazione del mattino e di limitarsi all'assunzione di una tazzina di caffè o al massimo di un cappuccino. Studi effettuati in materia hanno dimostrato quanto sia poco vantaggiosa per l'organismo l'introduzione del cibo in due soli pasti durante l'intera giornata. L'utilità di una colazione abbondante risiede nel fatto che gli alimenti consumati al mattino vengono digeriti ed assimilati in un momento della giornata in cui si è notoriamente più attivi e vengono quindi utilizzati quando l'organismo richiede più energia. Naturalmente, se non si ha questa abitudine è opportuno farla propria gradualmente. Una buona colazione può consistere nell'assunzione di diversi tipi di alimenti: latte, tè, caffè, pane, biscotti, crackers, marmellate, yoghurt, frutta, cereali, che possono venir abbinati nei più svariati modi secondo le preferenze personali. Tra gli alimenti tipici della colazione del mattino, si trovano i cereali.
Gli inglesi sono tra i maggiori consumatori di cereali pronti per la colazione, seguiti dagli americani, e il mercato di questi prodotti si dimostra in continua espansione.
I cereali utilizzati nei preparati per la prima colazione contengono un'alta percentuale di carboidrati ma, data la loro origine, sono ricchi anche in proteine, grassi, vitamine, sali minerali e oligoelementi che li rendono alimenti molto energetici e completi. I cereali più diffusi indicati per la prima colazione sono il frumento, il riso, l'orzo, l'avena, la segale, il mais, il miglio, il grano saraceno. Possono venir utilizzati singolarmente o in miscela tra di loro, inoltre si possono integrare con frutta secca oleosa (mandorle, noci, nocciole), con frutta essiccata (uvetta, prugne, albicocche, fichi) o disidratata (fiocchi di mele). Sovente vengono dolcificati con miele, talvolta con lo zucchero. Possono essere preparati e consumati durante la prima colazione in diverse formulazioni:

L'attività fisica per i ragazzi

sport ragazzi

Lo sport è importante non solo per sviluppare i muscoli ma anche per stimolare lo sviluppo intellettuale.
Ogni genitore coscenzioso si occupa della salute del proprio figlio, si preoccupa se lo vede troppo magro o troppo curvo in avanti e - giustamente - desidera che dedichi parte del suo tempo, oltre che allo studio, anche allo sport.
Pur essendo molto meritevoli per tutto ciò, i genitori solitamente sbagliano interpretando l'utilità dell'attività fisica in modo parziale.
La maggior parte della gente, infatti, considera il movimento semplicemente come uno strumento per la cura del corpo, ragionamento secondo il quale i ragazzi, per crescere bene, devono muoversi per diventare sani e robusti e studiare per sviluppare la loro intelligenza.
In realtà, l'attività motoria può essere usata anche per promuovere lo sviluppo della personalità del ragazzo e

L'educazione sessuale

sex education

Il sesso è un aspetto molto importante della vita e per questo deve essere insegnato come qualsiasi altra materia. La rivoluzione sessuale che stiamo vivendo esprime chiaramente l'intimo rapporto che esiste fra modo di considerare il sesso ed evoluzione dell'intera struttura sociale. Lo sviluppo industriale ha bruscamente mutato la connotazione del nostro Paese, che si è trasformato da nazione prevalentemente agricola a nazione industriale. Ciò ha comportato lo spostamento massiccio di milioni di individui che si sono visti messi bruscamente di fronte a una realtà (quella cittadina) fondamentalmente diversa da quella dei campi. Parallelamente, il maggiore benessere, l'aumento della cultura, la possibilità di raggiungere in età giovanile l'indipendenza economica e quindi personale hanno fatto "esplodere" il problema sessuale.
È particolarmente la donna che ha guidato questa rivoluzione (come anche negli altri campi, del resto): la donna d'oggi non vuole più vivere una vita dipendente, condizionata dal volere (o dal capriccio) del maschio. Non lo vuole nella vita in generale e in quella sessuale particolarmente. E proprio alla luce di questi fenomeni estremamente complessi, che si deve considerare l'importanza dell'educazione sessuale. In questo tipo di educazione l'importanza dei genitori (e più ampiamente dei membri della famiglia) è fondamentale. Il bambino, infatti, in particolare nella primissima infanzia, è fondamentalmente condizionato proprio dal comportamento (a volte completamente inconscio) dei genitori; il fatto che marito e moglie si scambino tenerezze, si sappiano comprendere, vivano armoniosamente anche la loro diversità insegna al bambino più di qualsiasi discorso.
Anche il fatto di vivere spontaneamente la vita familiare permette al piccolo di non avvertire le forzature che troppo spesso segnano la sfera sessuale. Così, il bambino che vede i suoi genitori farsi il bagno, che li osserva quando si vestono, si svestono ecc. può incominciare a capire le diversità fondamentali che esistono fra i due sessi e, contemporaneamente, vive questa scoperta nel modo più semplice e spontaneo possibile. Proprio questo costituirà il punto di partenza di un'educazione sessuale: il bambino comincerà a chiedere perché il papà è diverso dalla mamma o perché il fratellino è fatto così ecc. Le risposte dei genitori e soprattutto il "tono" con cui queste risposte verranno date segneranno profondamente il modo che successivamente il bambino avrà nel considerare i problemi legati al sesso.

Merendine e caramelle

snack

Questi prodotti appartengono alla categoria dei consumi da gratificazione, di cui è poco raccomandabile l'uso eccessivo.
Esiste in commercio tutta una serie di prodotti molto diversi nell'aspetto e composizione e che ricadono nella categoria dei dolci, tra cui merendine e snack, caramelle, gomme da masticare, canditi, marron glacé, torroni ecc. Elemento comune a tutti questi dolci è lo zucchero, a cui possono venir aggiunti farina, fecola, lipidi (burro o grassi di minor pregio, come margarina o grassi idrogenati), latte, panna, uova, cacao, cioccolato, frutta secca, candita e a volte anche fresca, caffè, liquori, aromi, coloranti ed altri additivi. Questi ingredienti vengono combinati in miscele di diversi tipi, in vari strati, solidi, semisolidi, cremosi ed anche liquidi. La cottura, in genere, è totale e viene effettuata in forno, a volte riguarda solo alcuni dei componenti, ai quali in seguito ne vengono miscelati altri non cotti o trattati. Nella fabbricazione di questi tipi di dolci vengono largamente impiegati additivi chimici, quali aromatizzanti, coloranti, conservanti, addensanti ed emulsionanti. La loro massiccia presenza rafforza l'opinione di chi sconsiglia un consumo abituale ed abbondante di questi prodotti, il cui consumo non deve mai essere preferito a quello di altri alimenti nutrizionalmente più validi.
Questi dolci presentano caratteristiche molto differenti, ma possono essere raggruppati in diverse categorie.

Merendine e snack - Sono prodotti che contengono più che altro zuccheri e grassi. Si presentano in confezioni multicolori che attraggono la curiosità dei bambini. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti dal valore nutritivo assai basso che forniscono molte calorie e che contengono spesso una gran quantità di additivi vari, antiossidanti, che impediscono l'irrancidimento dei grassi, presenti soprattutto nei prodotti farciti alla crema o al cioccolato. Per necessità di carattere tecnico e per problemi connessi alla nocività, la scelta degli antiossidanti per i prodotti alimentari è

La sessualità

сексуальность

Il comportamento sessuale umano è condizionato da numerosi fattori fisici, psichici e culturali che lo rendono assai sensibile alle influenze ambientali.

Sessualità maschile
La sessualità maschile è qualcosa di molto più complesso e difficile di quella femminile anche se, apparentemente, sembrerebbe vero il contrario. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che, inizialmente, tutti gli embrioni sono di sesso femminile e soltanto in una seconda fase (dopo circa sei settimane), si ha la determinazione del sesso maschile. Questa ritardata evoluzione si rispecchia poi durante tutta la vita influenzando un po' l'intero comportamento sessuale maschile che rimane particolarmente sensibile a eventuali influenze di tipo negativo, capaci di bloccare la normale evoluzione sessuale.
Nel maschio la dissociazione fra istinto e desiderio può apparire più accentuata che nella femmina. L'istinto è quell'insieme di fattori che sono legati all'attività del nostro organismo: tessuti (particolarmente nervoso), organi, apparati (endocrino, circolatorio) che permettono al nostro corpo di potere svolgere normalmente la sua attività sessuale. Nel desiderio confluiscono invece i fattori psichici, affettivi, emotivi, culturali che sostengono e ''preparano" il terreno all'attuazione di quelle che saranno poi le manifestazioni istintive. Nell'attuazione completa e armoniosa della sessualità maschile si ha una completa fusione fra istinto e desiderio: il desiderio, con le sue componenti culturali, emotive e inconsce, viene stimolato e rinforzato da quelle che sono le convinzioni culturali della società. È proprio in relazione a queste convinzioni culturali che nascono i concetti di normalità e anormalità sessuale. Cosa si intende per normalità sessuale? Gli studiosi che si sono dedicati a questo tipo di ricerche (basta ricordare i più famosi, Kinsey, Masters e Johnson) distinguono due tipi di normalità: quella statistica e quella soggettiva.
La normalità statistica è quella che rispecchia l'attività sessuale della maggioranza della popolazione. Di conseguenza, l'attività sessuale eterosessuale viene considerata normale, in quanto rispecchia appunto il comportamento del maggior numero dei membri di una popolazione.
La normalità soggettiva rispecchia invece lo stato d'animo del singolo, del suo modo di vivere la propria sessualità. Pertanto viene considerata "normale" un'attività sessuale che dà piena soddisfazione a chi la pratica. Questo tipo di "normalità" è molto difficile da definire poiché può anche coincidere con comportamenti che possono venire considerati

Alleviare il mal di pancia con infusi di erbe

herbal tea stomach pain

Nel contesto domestico le erbe sono utili soprattutto per alleviare disturbi molto fastidiosi anche se di lieve entità come il mal di stomaco e il mal di pancia.

Infuso di angelica
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 4 grammi di frutti secchi di angelica, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate con un colino fitto. Bevetene 2-3 tazzine al giorno per attenuare i dolori di stomaco e favorire l'eliminazione dei gas intestinali.

Tintura di anice verde
Lasciate macerare per 10 giorni 20 grammi di frutti secchi di anice verde in 100 grammi di alcol di 70°.
In caso di crampi intestinali bevetene 10-20 gocce per volta (non superate mai le 50 gocce al giorno) su zucchero o in acqua.

Decotto di argentina
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi della pianta intera secca di argentina e fate bollire per 15 minuti. Per sedare i crampi allo stomaco bevetene 2-3 tazzine al giorno.

Tintura vinosa di argentina
Fate macerare per 5 giorni 2 grammi della pianta intera secca di argentina in 100 grammi di vino bianco di buona gradazione. Ottima per sedare i dolori di stomaco e di intestino deve essere bevuta nella quantità di 2 bicchierini al giorno.

Infuso di basilico
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi di foglie o di sommità fiorite secche di basilico, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate con un colino fitto. Per attenuare i crampi allo stomaco e all'intestino bevetene una tazzina.

I dolori addominali acuti nell'adulto

stomach pain

I dolori addominali acuti nell'adulto sono spesso l'espressione di condizioni molto gravi che richiedono un immediato intervento per scongiurare eventuali rischi.
Le malattie o le alterazioni anatomiche che possono portare alla comparsa di manifestazioni addominali acute sono molto numerose.

Perforazione gastro-duodenale - È più frequente negli uomini che nelle donne. L'età è generalmente compresa fra i 20-50 anni. Solitamente le manifestazioni iniziano una-cinque ore dopo i pasti. Il dolore si manifesta all'improvviso, violentissimo, come una pugnalata. La parete addominale risulta contratta. Inizialmente le manifestazioni dolorose compaiono in una zona situata al disopra dell'ombelico. Nel caso di una perforazione dello stomaco, le irradiazioni del dolore possono spostarsi verso sinistra, mentre nel caso di una perforazione intestinale, tali irradiazioni sono osservabili soltanto verso destra. Il vomito può anche essere assente, mentre il blocco delle emissioni delle feci si verifica con il comparire della sintomatologia. La sete è molto intensa, ma l'introduzione di liquido aggrava sensibilmente il dolore. Altri sintomi rilevabili sono il pallore, la sudorazione profusa, le estremità fredde, il polso che diventa molto frequente. La temperatura supera raramente i 38°C. La terapia è chirurgica, d'urgenza.

Peritonite diffusa biliare - È provocata dalla presenza di malattie biliari (infiammazioni, calcoli, tumori). Il pericolo di queste forme è dovuto soprattutto al fatto che il contenuto biliare è altamente infettivo per la sierosa dell'intestino. Le manifestazioni dolorose possono insorgere anche in stato di pieno benessere. Inizialmente le pulsazioni e la temperatura non presentano notevoli variazioni, ma successivamente le prime diventano molto frequenti. La parete addominale appare

I biscotti

曲奇餅

La grande varietà disponibile sul mercato contribuisce notevolmente alla sempre maggiore diffusione di questi prodotti di gusto gradevole e ricchi di principi nutritivi.
I dolci secchi, cioè quelli a scarso tenore di umidità, rappresentano una importante categoria dei prodotti da forno, che comprende pane affettato e tostato (fette biscottate, zwieback), biscotti freschi a breve conservazione, biscotti secchi e biscotti con pasta di mandorle (amaretti).

Fette biscottate - Si tratta di prodotti largamente diffusi e consumati in alternativa al pane soprattutto nella prima colazione. Si ottengono da un impasto di farina di grano tenero tipo 00, dolcificato con destrosio, arricchito di malto e condito con olii vegetali, sottoposto a doppia cottura per ridurre il contenuto di umidità ed ottenere un prodotto molto croccante.
Il processo di doppia cottura è di notevole importanza nutrizionale in quanto l'amido presente nella farina risulta predigerito, Cioè ridotto a destrine e maltozio, fatto che rende il prodotto di facile digestione.
La varietà di fette biscottate in commercio è notevole: fette integrali, arricchite di vitamine, fette glutinate per i diabetici e senza sale per gli ipertesi ecc.

Biscotti dolci - Le marche e le qualità di biscotti reperibili sul mercato sono molteplici e sempre nuove ne vengono messe in commercio, dato l'interesse crescente che il consumatore mostra per questi prodotti di gusto molto gradevole, di facile conservazione e ricchi di principi nutritivi. L'industria biscottiera con le moderne tecnologie di produzione, dall'impasto alla cottura, è oggi in grado di soddisfare anche il consumatore più esigente offrendo una gran varietà di prodotti: biscotti al frumento, al sesamo, al miglio, al grano saraceno, al lievito naturale e senza zucchero, alla crusca, al polline, farciti al cioccolato, farciti all'arancia, ai frutti canditi, biscotti di farina di segale e miele, savoiardi, crumiri, wafers, frollini, biscotti secchi (anche detti Marie ,o Oswego) tipo galletta eccetera. Gli ingredienti di base sono essenzialmente tre:

I disturbi intestinali nei bambini

intestini

Spesso provocano sintomi assai differenti ed è difficile riconoscerli: è quindi indispensabile consultare il medico.
I disturbi intestinali nei bambini rappresentano, probabilmente, una delle più frequenti cause di preoccupazione per i genitori sia per la diversità presentata dai sintomi sia per la gravità che talvolta può assumere questo tipo di turbe. Infatti, i disturbi intestinali, possono provocare dal pianto ostinato, al dolore medio-acuto o acutissimo: possono cronicizzarsi causando un progressivo indebolimento organico, che diviene, a sua volta, causa di altre malattie, soprattutto infettive. Per questo motivo i genitori sono sempre particolarmente preoccupati di fronte a qualsiasi genere di manifestazione intestinale che desta sempre l'incubo, mai sopito, di una peritonite con gravi conseguenze.
Anzitutto, il quadro dei disturbi intestinali varia notevolmente in rapporto all'età. Vedremo quindi i sintomi della primissima infanzia e dei periodi successivi.

I disturbi intestinali nei lattanti
L'alimentazione lattea causa talune caratteristiche alle feci che devono essere conosciute per non destare allarmismi inutili. Nei bambini allattati al seno, le feci hanno una consistenza cremosa, con un colore giallo-oro; lasciate all'aria per qualche tempo tendono ad assumere un colorito verdastro che, solitamente, mette in grande agitazione i genitori. In verità, si tratta semplicemente dell'ossidazione di una componente delle feci, la bilirubina, che si ossida a biliverdina, responsabile del colore verdastro.
L'odore delle feci di questi lattanti è piccante, ma non tale da causare fastidio.
Nei bambini alimentati con latte vaccino il quadro delle feci cambia totalmente: sono più asciutte, di colore grigio-giallastro e con un odore piuttosto sgradevole. I batteri presenti sono Escherichia coli o altri batteri assenti dal latte umano.
Le feci dei bambini allattati con latti artificiali hanno un aspetto intermedio fra quelle che si hanno con il latte materno e quelle tipiche del latte vaccino. Ciò accade perché

I prodotti dolciari già pronti

merendine

Solo un loro consumo razionale ed occasionale è compatibile con una corretta alimentazione.
Le origini dell'arte dolciaria si perdono nella notte dei tempi: fin dalla sua comparsa sulla terra infatti l'uomo cercò di soddisfare l'istintivo bisogno di alimenti dolci, ricorrendo a bacche selvatiche e soprattutto al miele. 
I suoi gusti in seguito si raffinarono e dalla fabbricazione del pane condito con miele, fichi, datteri e noci nacque la prima produzione di dolci veri e propri tanto apprezzati nell'antica Roma da meritare l'appellativo di "cibo degli dei"!
Inizialmente però la rarità dei prodotti naturali ad elevata concentrazione zuccherina li rendeva troppo preziosi per essere introdotti quotidianamente nella razione alimentare; fu così che nell'antichità il consumo di alimenti dolci, limitato a pochi, rappresentava una forma di affermazione sociale, uno "status symbol" delle classi ricche.
La possibilità di soddisfare il desiderio di alimenti dolci divenne una realtà, per quasi tutti gli strati sociali, in seguito all'introduzione della canna da zucchero da parte degli Arabi e, più tardi, alla lavorazione della barbabietola da zucchero, che resero disponibili notevoli quantità di zucchero per soddisfare il fabbisogno mondiale. Circa i due terzi dello zucchero oggi prodotto vengono utilizzati dall'industria alimentare, per la produzione di prodotti dolciari e bevande dolcificate che raggiungono le nostre tavole pronti per il consumo.

Valore nutritivo - La varietà di prodotti dolciari già pronti reperibili sul mercato, che la produzione industriale rende disponibili a prezzi accessibili, associata alla naturale predisposizione dell'uomo per il gusto dolce, ha determinato un notevole incremento nel consumo di dolci negli ultimi decenni.
Un errore diffuso è quello di

Le erbe per curare gengive infiammate mal di denti e alitosi

halitosis

Molti vegetali, sotto forma di infuso, di decotto o anche di semplice succo, costituiscono un mezzo efficace per curare gengive infiammate mal di denti e alitosi.

Decotto di biancospino
Fate prendere l'ebollizione a 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di frutti secchi di biancospino e fate bollire per 15 minuti. Per curare le gengive infiammate fate sciacqui e gargarismi.

Infuso di basilico
Fate prendere l'ebollizione a 100 grammi di acqua, unitevi 6 grammi di foglie o di sommità fiorite secche di basilico e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino. Per purificare l'alito fate sciacqui e gargarismi più volte al giorno.

Tintura di cannella
Fate macerare per 8 giorni 20 grammi di corteccia secca di cannella in 100 grammi di alcol di 70°. A gocce, in un bicchiere d'acqua, fate sciacqui più volte al giorno per le gengive infiammate.

Cataria
Per attenuare il mal di denti masticate delle foglie fresche di cataria. Questa particolare proprietà della cataria è dovuta all'azione fortemente vasocostrittrice del mentolo e dei suoi omologhi presenti nelle sue sommità fiorite e nelle foglie.

Cedrina
Per pulire denti e gengive e deodorare l'alito sfregateli con delle foglie fresche di cedrina.

Il nostro corpo dopo l'inverno

primavera

La stagione primaverile influisce in modo notevole su alcune parti del nostro corpo che vanno seguite con attenzione.
La cronobiologia: una scienza moderna di origini antiche - La scienza più avanzata ha scoperto (o, più esattamente, riscoperto) quello che gli antichi già sostenevano, anche se soltanto intuitivamente: l'influenza esercitata dal succedersi delle stagioni sul nostro organismo.
Oggi, dati scientifici inoppugnabili provano senza alcun dubbio che l'alternarsi del giorno e della notte, così come quello delle stagioni e il mutare delle condizioni meteorologiche, agiscono direttamente su singoli organi o tessuti, accelerandone o inibendone l'attività.
Si sono così potuti sviluppare metodi preventivi che aiutano nella lotta contro talune malattie: per esempio, è noto che il variare repentino di condizioni meteorologiche come quelle legate al sopravvenire di violente tempeste, influiscono sull'incidenza dell'infarto miocardico o degli sbalzi di pressione. Così, pure, è di dominio comune l'effetto svolto dall'alternarsi delle stagioni, particolarmente primaverile-autunnale, sull'esacerbarsi di disturbi del tipo dell'ulcera gastroduodenale.
È appunto questa nuova scienza, la cronobiologia, che ci illustra come il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile si associa a variazioni organiche anche imponenti, che è bene conoscere per almeno due motivi: non spaventarci per fenomeni che rientrano, puramente e semplicemente, in quelle che sono le grandi leggi della natura e, in secondo luogo, prendere quegli accorgimenti che ci consentono di superare senza danni eccessivi la "tempesta primaverile".
Vediamo adesso, in modo più particolareggiato, cosa avviene a livello dei vari sistemi del nostro organismo con il sopraggiungere della primavera.

La carie

caries

La carie è conosciuta sin dall' antichità, è la malattia forse più diffusa eppure la sua vera causa è ancora controversa. La carie costituisce un processo patologico, di natura esterna all'organismo, localizzato, che causa il rammollimento dei materiali duri del dente con conseguente formazione di cavità. La carie può avere conseguenze anche molto gravi per un complesso di fattori sia perché, alterando e modificando la masticazione, disturba l'alimentazione in generale, sia perché può causare processi morbosi di tipo diffusivo.
Le origini di questa malattia si perdono nella notte dei tempi: crani con denti in cui erano presenti processi tipici della carie risalgono addirittura a 10.000-6.000 anni prima di Cristo. Un'ulteriore diffusione si registrò con il passaggio dalla pastorizia all'agricoltura e quindi con la comparsa di strutture abitative stabili e la possibilità di un'alimentazione più ricca e molto più variata.
Come si forma la carie? È ancora controversa la spiegazione della comparsa della carie. Sono state così formulate diverse teorie per cercare di interpretare correttamente questa malattia dentaria.
Teoria chimico-parassitaria: la carie sarebbe provocata dall'azione associata di batteri e di acidi che si formano con la fermentazione del cibo;
Teoria della proteolisi-chelazione: secondo questa teoria, la carie sarebbe la conseguenza di fattori sia sistemici sia ambientali e si realizzerebbe per effetto della proteolisi (degradazione delle strutture organiche dentali) e della chelazione (dissoluzione dei costituenti minerali);
Teoria trofomicrobica: fattori ereditari e costituzionali, associati a squilibri vitaminici e circolatori modificherebbero inizialmente gli odontoblasti (le cellule che formano il dente) e, quindi, si avrebbero alterazioni a carico dello smalto e della dentina (la parte del dente situata subito sotto allo smalto); ,
Teoria enzimatica: sarebbero responsabili modificazioni del metabolismo del fosforo;
Teoria salivare: la carie non sarebbe l'espressione di un processo locale, ma di processi biologici, fisiologici e patologici che colpiscono l'organismo. Comunque sia, i fattori che causano la carie si possono riferire alla presenza di