I gelati industriali

industrial ice cream

Garantiti igienicamente, i gelati industriali hanno però un valore nutrizionale limitato rispetto al gelato artigianale.
Il gelato ha origini incerte: alcuni lo fanno risalire ad una usanza delle antiche civiltà orientali che consisteva nel preparare bibite gelate tramite la neve o il ghiaccio, ipotesi che sembrerebbe confermata dal fatto che la parola sorbetto deriverebbe dall'arabo sharbet (da sharab = bere); altri sostengono che sia stato introdotto dai Romani, che preparavano il gelato con frutta, miele e neve dell'Etna, portando a sostegno di quest'ipotesi la prova dell'origine latina della parola sorbitium (bevanda da sorbire). Sicuramente fu poi però merito degli italiani la diffusione del gelato all'estero; infatti furono i gelatieri di Caterina de' Medici nel 1533 a portarlo in Francia e un secolo dopo a Parigi sorse la prima gelateria a opera di Procopio Coltelli. Per molto tempo il gelato fu un alimento destinato alla nobiltà e all'alta borghesia, sia per gli ingredienti utilizzati (latte, panna, cioccolato, uova), sia per la facile deperibilità che ne rendeva problematica la commercializzazione e la diffusione. Oggi il consumo dei gelati è diffuso ovunque, mentre il consumo italiano di questo prodotto risulta di 5-6 volte inferiore al consumo medio di gelati negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica. Questo comportamento è dovuto al fatto che fino a non molti anni fa il gelato non rientrava nelle abitudini alimentari italiane e veniva prodotto solo nei mesi estivi.

La dieta con i cereali

ernährung mit getreide

Ampiamente rilanciati dalle moderne teorie nutrizioniste i cereali tornano sulla nostra tavola come protagonisti.
La storia dell'uomo è intimamente legata a quella dei cereali. Se si va indietro con il tempo possiamo vedere che i cereali costituirono il cibo-base dell'umanità ed ancora oggi lo sono per alcune popolazioni. Nella nostra società i cereali sono stati via via sostituiti da grassi e carni ed alcuni cereali sono scomparsi dalle nostre mense, mentre è sopravvissuto, pur impoverito dalla raffinazione, il grano per farne pasta o pane. Di questi si è avuta una flessione nei consumi col dilagare dell'opinione che l'assunzione di carboidrati complessi fosse sinonimo di obesità e di svariati disturbi organici e si è così incrementato in modo irrazionale il consumo di proteine animali, grassi ed alimenti dolci. Oggi le moderne teorie nutrizioniste hanno rilanciato i cereali attraverso il recupero dell'alimentazione dei popoli mediterranei degli anni cinquanta che risultavano indenni da alcune malattie attualmente frequenti ed in crescita continua. Ma i cereali non sono solo quelli da cui si ricavano pane e pasta, quindi solo il grano, sono invece ben altri 7 e precisamente l'orzo, l'avena, la segale, il riso, il miglio, il mais e il grano saraceno. Quest'ultimo, pur non essendo botanicamente una graminacea, si usa considerarlo tale per la composizione chimica analoga. Per quanto riguarda il valore nutritivo i cereali (integrali) contengono mediamente l'11,43% (con punte del 14,20% dell'avena e del 7,65% del riso) di proteine che, essendo di origine vegetale, devono veder compensate le loro carenze compositive da un'associazione con legumi o con alimenti animali tipo latte o formaggio. Il tenore di grassi è in media del 3,39% (l'avena conta il 7,40% ed il mais il 5%), mentre il 70% è coperto dai glucidi.
Quest'ultimi, formati in prevalenza da amido, richiedono la presenza per la loro assimilazione della vitamina B1, che viene totalmente perduta con la raffinazione, come del resto la maggior parte delle altre vitamine e dei minerali altrimenti presenti in buona percentuale e disponibili allo stato naturale. Una dieta a base di cereali richiede di conseguenza che questi vengano consumati prevalentemente

La sterilità

pillola del giorno dopo

Antico spauracchio delle donne, che venivano per questo considerate addirittura inferiori, è oggi quasi sempre curabile.
In un mondo che si sta avviando a una minacciosa sovrappopolazione sembrerebbe impossibile dovere occuparsi della sterilità. Eppure è così: nell'Europa Occidentale le coppie sterili raggiungono circa il 15 per cento della popolazione adulta. Tuttavia è sempre bene ricordare che il termine "sterilità" è soggetto a delimitazioni molto rigorose: si può infatti parlare di sterilità soltanto quando una coppia non riesce ad avere figli dopo avere mantenuto per 18 mesi consecutivi rapporti sessuali corretti, non avere ovviamente usato mezzi anticoncezionali ed avere avuto una frequenza di tali rapporti almeno bi o trisettimanali. Se l'età della coppia si aggira sui quarantanni, il periodo di attesa si riduce a non più di sei mesi.
Il periodo di 18 mesi per le coppie più giovani è reso necessario dal fatto che anche nelle coppie più affiatate sessualmente e psicologicamente e con tutte le condizioni fisiche richieste, soltanto il 33 per cento delle donne rimane incinta dopo tre mesi dal primo rapporto libero, il 70-80 per cento dopo sei mesi, il 90-95 per cento dopo un anno.

Vari tipi di sterilità - Si possono distinguere la sterilità primaria e secondaria, la infertilità, la subfertilità e la sterilità immunitaria.
Sterilità primaria: è quella che si verifica quando non si ha una gravidanza, desiderata da entrambi i coniugi, dopo un periodo di 18 mesi;
Sterilità secondaria: è quella che si verifica in una coppia che ha già avuto un figlio;
Infertilità: è quella che si verifica nelle donne che rimangono regolarmente fecondate, ma costantemente abortiscono. Bisogna ricordare che l'infertilità si riscontra anche nell'uomo, in conseguenza di alterazioni che possono anche essere transitorie, del liquido seminale;
Subfertilità: si tratta di modifiche lievi della capacità riproduttiva di un uomo e di una donna che non riescono a giungere a un concepimento quando hanno dei rapporti sessuali tra di loro. Spesso individui di questo tipo riescono ad avere un rapporto fecondo dopo essersi divorziati o separati;
Sterilità immunitaria: rappresenta un fenomeno rarissimo per cui una donna elabora degli anticorpi contro le proteine presenti nello sperma dell'uomo, rendendo impossibile una normale fecondazione.

Le più frequenti cause di sterilità femminile -Possono essere diverse; vediamo le più comuni.

I cereali per la prima colazione

сухие завтраки

Dai cereali, degli alimenti sani, nutrienti e particolarmente energetici, per iniziare la giornata in forma.
L'errore più frequente che si riscontra nella dieta dell'italiano medio, che abbia o non abbia problemi di peso, consiste nell'abitudine di non consumare la prima colazione del mattino e di limitarsi all'assunzione di una tazzina di caffè o al massimo di un cappuccino. Studi effettuati in materia hanno dimostrato quanto sia poco vantaggiosa per l'organismo l'introduzione del cibo in due soli pasti durante l'intera giornata. L'utilità di una colazione abbondante risiede nel fatto che gli alimenti consumati al mattino vengono digeriti ed assimilati in un momento della giornata in cui si è notoriamente più attivi e vengono quindi utilizzati quando l'organismo richiede più energia. Naturalmente, se non si ha questa abitudine è opportuno farla propria gradualmente. Una buona colazione può consistere nell'assunzione di diversi tipi di alimenti: latte, tè, caffè, pane, biscotti, crackers, marmellate, yoghurt, frutta, cereali, che possono venir abbinati nei più svariati modi secondo le preferenze personali. Tra gli alimenti tipici della colazione del mattino, si trovano i cereali.
Gli inglesi sono tra i maggiori consumatori di cereali pronti per la colazione, seguiti dagli americani, e il mercato di questi prodotti si dimostra in continua espansione.
I cereali utilizzati nei preparati per la prima colazione contengono un'alta percentuale di carboidrati ma, data la loro origine, sono ricchi anche in proteine, grassi, vitamine, sali minerali e oligoelementi che li rendono alimenti molto energetici e completi. I cereali più diffusi indicati per la prima colazione sono il frumento, il riso, l'orzo, l'avena, la segale, il mais, il miglio, il grano saraceno. Possono venir utilizzati singolarmente o in miscela tra di loro, inoltre si possono integrare con frutta secca oleosa (mandorle, noci, nocciole), con frutta essiccata (uvetta, prugne, albicocche, fichi) o disidratata (fiocchi di mele). Sovente vengono dolcificati con miele, talvolta con lo zucchero. Possono essere preparati e consumati durante la prima colazione in diverse formulazioni:

L'attività fisica per i ragazzi

sport ragazzi

Lo sport è importante non solo per sviluppare i muscoli ma anche per stimolare lo sviluppo intellettuale.
Ogni genitore coscenzioso si occupa della salute del proprio figlio, si preoccupa se lo vede troppo magro o troppo curvo in avanti e - giustamente - desidera che dedichi parte del suo tempo, oltre che allo studio, anche allo sport.
Pur essendo molto meritevoli per tutto ciò, i genitori solitamente sbagliano interpretando l'utilità dell'attività fisica in modo parziale.
La maggior parte della gente, infatti, considera il movimento semplicemente come uno strumento per la cura del corpo, ragionamento secondo il quale i ragazzi, per crescere bene, devono muoversi per diventare sani e robusti e studiare per sviluppare la loro intelligenza.
In realtà, l'attività motoria può essere usata anche per promuovere lo sviluppo della personalità del ragazzo e

L'educazione sessuale

sex education

Il sesso è un aspetto molto importante della vita e per questo deve essere insegnato come qualsiasi altra materia. La rivoluzione sessuale che stiamo vivendo esprime chiaramente l'intimo rapporto che esiste fra modo di considerare il sesso ed evoluzione dell'intera struttura sociale. Lo sviluppo industriale ha bruscamente mutato la connotazione del nostro Paese, che si è trasformato da nazione prevalentemente agricola a nazione industriale. Ciò ha comportato lo spostamento massiccio di milioni di individui che si sono visti messi bruscamente di fronte a una realtà (quella cittadina) fondamentalmente diversa da quella dei campi. Parallelamente, il maggiore benessere, l'aumento della cultura, la possibilità di raggiungere in età giovanile l'indipendenza economica e quindi personale hanno fatto "esplodere" il problema sessuale.
È particolarmente la donna che ha guidato questa rivoluzione (come anche negli altri campi, del resto): la donna d'oggi non vuole più vivere una vita dipendente, condizionata dal volere (o dal capriccio) del maschio. Non lo vuole nella vita in generale e in quella sessuale particolarmente. E proprio alla luce di questi fenomeni estremamente complessi, che si deve considerare l'importanza dell'educazione sessuale. In questo tipo di educazione l'importanza dei genitori (e più ampiamente dei membri della famiglia) è fondamentale. Il bambino, infatti, in particolare nella primissima infanzia, è fondamentalmente condizionato proprio dal comportamento (a volte completamente inconscio) dei genitori; il fatto che marito e moglie si scambino tenerezze, si sappiano comprendere, vivano armoniosamente anche la loro diversità insegna al bambino più di qualsiasi discorso.
Anche il fatto di vivere spontaneamente la vita familiare permette al piccolo di non avvertire le forzature che troppo spesso segnano la sfera sessuale. Così, il bambino che vede i suoi genitori farsi il bagno, che li osserva quando si vestono, si svestono ecc. può incominciare a capire le diversità fondamentali che esistono fra i due sessi e, contemporaneamente, vive questa scoperta nel modo più semplice e spontaneo possibile. Proprio questo costituirà il punto di partenza di un'educazione sessuale: il bambino comincerà a chiedere perché il papà è diverso dalla mamma o perché il fratellino è fatto così ecc. Le risposte dei genitori e soprattutto il "tono" con cui queste risposte verranno date segneranno profondamente il modo che successivamente il bambino avrà nel considerare i problemi legati al sesso.

Merendine e caramelle

snack

Questi prodotti appartengono alla categoria dei consumi da gratificazione, di cui è poco raccomandabile l'uso eccessivo.
Esiste in commercio tutta una serie di prodotti molto diversi nell'aspetto e composizione e che ricadono nella categoria dei dolci, tra cui merendine e snack, caramelle, gomme da masticare, canditi, marron glacé, torroni ecc. Elemento comune a tutti questi dolci è lo zucchero, a cui possono venir aggiunti farina, fecola, lipidi (burro o grassi di minor pregio, come margarina o grassi idrogenati), latte, panna, uova, cacao, cioccolato, frutta secca, candita e a volte anche fresca, caffè, liquori, aromi, coloranti ed altri additivi. Questi ingredienti vengono combinati in miscele di diversi tipi, in vari strati, solidi, semisolidi, cremosi ed anche liquidi. La cottura, in genere, è totale e viene effettuata in forno, a volte riguarda solo alcuni dei componenti, ai quali in seguito ne vengono miscelati altri non cotti o trattati. Nella fabbricazione di questi tipi di dolci vengono largamente impiegati additivi chimici, quali aromatizzanti, coloranti, conservanti, addensanti ed emulsionanti. La loro massiccia presenza rafforza l'opinione di chi sconsiglia un consumo abituale ed abbondante di questi prodotti, il cui consumo non deve mai essere preferito a quello di altri alimenti nutrizionalmente più validi.
Questi dolci presentano caratteristiche molto differenti, ma possono essere raggruppati in diverse categorie.

Merendine e snack - Sono prodotti che contengono più che altro zuccheri e grassi. Si presentano in confezioni multicolori che attraggono la curiosità dei bambini. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti dal valore nutritivo assai basso che forniscono molte calorie e che contengono spesso una gran quantità di additivi vari, antiossidanti, che impediscono l'irrancidimento dei grassi, presenti soprattutto nei prodotti farciti alla crema o al cioccolato. Per necessità di carattere tecnico e per problemi connessi alla nocività, la scelta degli antiossidanti per i prodotti alimentari è

La sessualità

сексуальность

Il comportamento sessuale umano è condizionato da numerosi fattori fisici, psichici e culturali che lo rendono assai sensibile alle influenze ambientali.

Sessualità maschile
La sessualità maschile è qualcosa di molto più complesso e difficile di quella femminile anche se, apparentemente, sembrerebbe vero il contrario. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che, inizialmente, tutti gli embrioni sono di sesso femminile e soltanto in una seconda fase (dopo circa sei settimane), si ha la determinazione del sesso maschile. Questa ritardata evoluzione si rispecchia poi durante tutta la vita influenzando un po' l'intero comportamento sessuale maschile che rimane particolarmente sensibile a eventuali influenze di tipo negativo, capaci di bloccare la normale evoluzione sessuale.
Nel maschio la dissociazione fra istinto e desiderio può apparire più accentuata che nella femmina. L'istinto è quell'insieme di fattori che sono legati all'attività del nostro organismo: tessuti (particolarmente nervoso), organi, apparati (endocrino, circolatorio) che permettono al nostro corpo di potere svolgere normalmente la sua attività sessuale. Nel desiderio confluiscono invece i fattori psichici, affettivi, emotivi, culturali che sostengono e ''preparano" il terreno all'attuazione di quelle che saranno poi le manifestazioni istintive. Nell'attuazione completa e armoniosa della sessualità maschile si ha una completa fusione fra istinto e desiderio: il desiderio, con le sue componenti culturali, emotive e inconsce, viene stimolato e rinforzato da quelle che sono le convinzioni culturali della società. È proprio in relazione a queste convinzioni culturali che nascono i concetti di normalità e anormalità sessuale. Cosa si intende per normalità sessuale? Gli studiosi che si sono dedicati a questo tipo di ricerche (basta ricordare i più famosi, Kinsey, Masters e Johnson) distinguono due tipi di normalità: quella statistica e quella soggettiva.
La normalità statistica è quella che rispecchia l'attività sessuale della maggioranza della popolazione. Di conseguenza, l'attività sessuale eterosessuale viene considerata normale, in quanto rispecchia appunto il comportamento del maggior numero dei membri di una popolazione.
La normalità soggettiva rispecchia invece lo stato d'animo del singolo, del suo modo di vivere la propria sessualità. Pertanto viene considerata "normale" un'attività sessuale che dà piena soddisfazione a chi la pratica. Questo tipo di "normalità" è molto difficile da definire poiché può anche coincidere con comportamenti che possono venire considerati

Alleviare il mal di pancia con infusi di erbe

herbal tea stomach pain

Nel contesto domestico le erbe sono utili soprattutto per alleviare disturbi molto fastidiosi anche se di lieve entità come il mal di stomaco e il mal di pancia.

Infuso di angelica
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 4 grammi di frutti secchi di angelica, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate con un colino fitto. Bevetene 2-3 tazzine al giorno per attenuare i dolori di stomaco e favorire l'eliminazione dei gas intestinali.

Tintura di anice verde
Lasciate macerare per 10 giorni 20 grammi di frutti secchi di anice verde in 100 grammi di alcol di 70°.
In caso di crampi intestinali bevetene 10-20 gocce per volta (non superate mai le 50 gocce al giorno) su zucchero o in acqua.

Decotto di argentina
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi della pianta intera secca di argentina e fate bollire per 15 minuti. Per sedare i crampi allo stomaco bevetene 2-3 tazzine al giorno.

Tintura vinosa di argentina
Fate macerare per 5 giorni 2 grammi della pianta intera secca di argentina in 100 grammi di vino bianco di buona gradazione. Ottima per sedare i dolori di stomaco e di intestino deve essere bevuta nella quantità di 2 bicchierini al giorno.

Infuso di basilico
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi di foglie o di sommità fiorite secche di basilico, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate con un colino fitto. Per attenuare i crampi allo stomaco e all'intestino bevetene una tazzina.

I dolori addominali acuti nell'adulto

stomach pain

I dolori addominali acuti nell'adulto sono spesso l'espressione di condizioni molto gravi che richiedono un immediato intervento per scongiurare eventuali rischi.
Le malattie o le alterazioni anatomiche che possono portare alla comparsa di manifestazioni addominali acute sono molto numerose.

Perforazione gastro-duodenale - È più frequente negli uomini che nelle donne. L'età è generalmente compresa fra i 20-50 anni. Solitamente le manifestazioni iniziano una-cinque ore dopo i pasti. Il dolore si manifesta all'improvviso, violentissimo, come una pugnalata. La parete addominale risulta contratta. Inizialmente le manifestazioni dolorose compaiono in una zona situata al disopra dell'ombelico. Nel caso di una perforazione dello stomaco, le irradiazioni del dolore possono spostarsi verso sinistra, mentre nel caso di una perforazione intestinale, tali irradiazioni sono osservabili soltanto verso destra. Il vomito può anche essere assente, mentre il blocco delle emissioni delle feci si verifica con il comparire della sintomatologia. La sete è molto intensa, ma l'introduzione di liquido aggrava sensibilmente il dolore. Altri sintomi rilevabili sono il pallore, la sudorazione profusa, le estremità fredde, il polso che diventa molto frequente. La temperatura supera raramente i 38°C. La terapia è chirurgica, d'urgenza.

Peritonite diffusa biliare - È provocata dalla presenza di malattie biliari (infiammazioni, calcoli, tumori). Il pericolo di queste forme è dovuto soprattutto al fatto che il contenuto biliare è altamente infettivo per la sierosa dell'intestino. Le manifestazioni dolorose possono insorgere anche in stato di pieno benessere. Inizialmente le pulsazioni e la temperatura non presentano notevoli variazioni, ma successivamente le prime diventano molto frequenti. La parete addominale appare

I biscotti

曲奇餅

La grande varietà disponibile sul mercato contribuisce notevolmente alla sempre maggiore diffusione di questi prodotti di gusto gradevole e ricchi di principi nutritivi.
I dolci secchi, cioè quelli a scarso tenore di umidità, rappresentano una importante categoria dei prodotti da forno, che comprende pane affettato e tostato (fette biscottate, zwieback), biscotti freschi a breve conservazione, biscotti secchi e biscotti con pasta di mandorle (amaretti).

Fette biscottate - Si tratta di prodotti largamente diffusi e consumati in alternativa al pane soprattutto nella prima colazione. Si ottengono da un impasto di farina di grano tenero tipo 00, dolcificato con destrosio, arricchito di malto e condito con olii vegetali, sottoposto a doppia cottura per ridurre il contenuto di umidità ed ottenere un prodotto molto croccante.
Il processo di doppia cottura è di notevole importanza nutrizionale in quanto l'amido presente nella farina risulta predigerito, Cioè ridotto a destrine e maltozio, fatto che rende il prodotto di facile digestione.
La varietà di fette biscottate in commercio è notevole: fette integrali, arricchite di vitamine, fette glutinate per i diabetici e senza sale per gli ipertesi ecc.

Biscotti dolci - Le marche e le qualità di biscotti reperibili sul mercato sono molteplici e sempre nuove ne vengono messe in commercio, dato l'interesse crescente che il consumatore mostra per questi prodotti di gusto molto gradevole, di facile conservazione e ricchi di principi nutritivi. L'industria biscottiera con le moderne tecnologie di produzione, dall'impasto alla cottura, è oggi in grado di soddisfare anche il consumatore più esigente offrendo una gran varietà di prodotti: biscotti al frumento, al sesamo, al miglio, al grano saraceno, al lievito naturale e senza zucchero, alla crusca, al polline, farciti al cioccolato, farciti all'arancia, ai frutti canditi, biscotti di farina di segale e miele, savoiardi, crumiri, wafers, frollini, biscotti secchi (anche detti Marie ,o Oswego) tipo galletta eccetera. Gli ingredienti di base sono essenzialmente tre:

I disturbi intestinali nei bambini

intestini

Spesso provocano sintomi assai differenti ed è difficile riconoscerli: è quindi indispensabile consultare il medico.
I disturbi intestinali nei bambini rappresentano, probabilmente, una delle più frequenti cause di preoccupazione per i genitori sia per la diversità presentata dai sintomi sia per la gravità che talvolta può assumere questo tipo di turbe. Infatti, i disturbi intestinali, possono provocare dal pianto ostinato, al dolore medio-acuto o acutissimo: possono cronicizzarsi causando un progressivo indebolimento organico, che diviene, a sua volta, causa di altre malattie, soprattutto infettive. Per questo motivo i genitori sono sempre particolarmente preoccupati di fronte a qualsiasi genere di manifestazione intestinale che desta sempre l'incubo, mai sopito, di una peritonite con gravi conseguenze.
Anzitutto, il quadro dei disturbi intestinali varia notevolmente in rapporto all'età. Vedremo quindi i sintomi della primissima infanzia e dei periodi successivi.

I disturbi intestinali nei lattanti
L'alimentazione lattea causa talune caratteristiche alle feci che devono essere conosciute per non destare allarmismi inutili. Nei bambini allattati al seno, le feci hanno una consistenza cremosa, con un colore giallo-oro; lasciate all'aria per qualche tempo tendono ad assumere un colorito verdastro che, solitamente, mette in grande agitazione i genitori. In verità, si tratta semplicemente dell'ossidazione di una componente delle feci, la bilirubina, che si ossida a biliverdina, responsabile del colore verdastro.
L'odore delle feci di questi lattanti è piccante, ma non tale da causare fastidio.
Nei bambini alimentati con latte vaccino il quadro delle feci cambia totalmente: sono più asciutte, di colore grigio-giallastro e con un odore piuttosto sgradevole. I batteri presenti sono Escherichia coli o altri batteri assenti dal latte umano.
Le feci dei bambini allattati con latti artificiali hanno un aspetto intermedio fra quelle che si hanno con il latte materno e quelle tipiche del latte vaccino. Ciò accade perché

I prodotti dolciari già pronti

merendine

Solo un loro consumo razionale ed occasionale è compatibile con una corretta alimentazione.
Le origini dell'arte dolciaria si perdono nella notte dei tempi: fin dalla sua comparsa sulla terra infatti l'uomo cercò di soddisfare l'istintivo bisogno di alimenti dolci, ricorrendo a bacche selvatiche e soprattutto al miele. 
I suoi gusti in seguito si raffinarono e dalla fabbricazione del pane condito con miele, fichi, datteri e noci nacque la prima produzione di dolci veri e propri tanto apprezzati nell'antica Roma da meritare l'appellativo di "cibo degli dei"!
Inizialmente però la rarità dei prodotti naturali ad elevata concentrazione zuccherina li rendeva troppo preziosi per essere introdotti quotidianamente nella razione alimentare; fu così che nell'antichità il consumo di alimenti dolci, limitato a pochi, rappresentava una forma di affermazione sociale, uno "status symbol" delle classi ricche.
La possibilità di soddisfare il desiderio di alimenti dolci divenne una realtà, per quasi tutti gli strati sociali, in seguito all'introduzione della canna da zucchero da parte degli Arabi e, più tardi, alla lavorazione della barbabietola da zucchero, che resero disponibili notevoli quantità di zucchero per soddisfare il fabbisogno mondiale. Circa i due terzi dello zucchero oggi prodotto vengono utilizzati dall'industria alimentare, per la produzione di prodotti dolciari e bevande dolcificate che raggiungono le nostre tavole pronti per il consumo.

Valore nutritivo - La varietà di prodotti dolciari già pronti reperibili sul mercato, che la produzione industriale rende disponibili a prezzi accessibili, associata alla naturale predisposizione dell'uomo per il gusto dolce, ha determinato un notevole incremento nel consumo di dolci negli ultimi decenni.
Un errore diffuso è quello di

Le erbe per curare gengive infiammate mal di denti e alitosi

halitosis

Molti vegetali, sotto forma di infuso, di decotto o anche di semplice succo, costituiscono un mezzo efficace per curare gengive infiammate mal di denti e alitosi.

Decotto di biancospino
Fate prendere l'ebollizione a 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di frutti secchi di biancospino e fate bollire per 15 minuti. Per curare le gengive infiammate fate sciacqui e gargarismi.

Infuso di basilico
Fate prendere l'ebollizione a 100 grammi di acqua, unitevi 6 grammi di foglie o di sommità fiorite secche di basilico e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino. Per purificare l'alito fate sciacqui e gargarismi più volte al giorno.

Tintura di cannella
Fate macerare per 8 giorni 20 grammi di corteccia secca di cannella in 100 grammi di alcol di 70°. A gocce, in un bicchiere d'acqua, fate sciacqui più volte al giorno per le gengive infiammate.

Cataria
Per attenuare il mal di denti masticate delle foglie fresche di cataria. Questa particolare proprietà della cataria è dovuta all'azione fortemente vasocostrittrice del mentolo e dei suoi omologhi presenti nelle sue sommità fiorite e nelle foglie.

Cedrina
Per pulire denti e gengive e deodorare l'alito sfregateli con delle foglie fresche di cedrina.

Il nostro corpo dopo l'inverno

primavera

La stagione primaverile influisce in modo notevole su alcune parti del nostro corpo che vanno seguite con attenzione.
La cronobiologia: una scienza moderna di origini antiche - La scienza più avanzata ha scoperto (o, più esattamente, riscoperto) quello che gli antichi già sostenevano, anche se soltanto intuitivamente: l'influenza esercitata dal succedersi delle stagioni sul nostro organismo.
Oggi, dati scientifici inoppugnabili provano senza alcun dubbio che l'alternarsi del giorno e della notte, così come quello delle stagioni e il mutare delle condizioni meteorologiche, agiscono direttamente su singoli organi o tessuti, accelerandone o inibendone l'attività.
Si sono così potuti sviluppare metodi preventivi che aiutano nella lotta contro talune malattie: per esempio, è noto che il variare repentino di condizioni meteorologiche come quelle legate al sopravvenire di violente tempeste, influiscono sull'incidenza dell'infarto miocardico o degli sbalzi di pressione. Così, pure, è di dominio comune l'effetto svolto dall'alternarsi delle stagioni, particolarmente primaverile-autunnale, sull'esacerbarsi di disturbi del tipo dell'ulcera gastroduodenale.
È appunto questa nuova scienza, la cronobiologia, che ci illustra come il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile si associa a variazioni organiche anche imponenti, che è bene conoscere per almeno due motivi: non spaventarci per fenomeni che rientrano, puramente e semplicemente, in quelle che sono le grandi leggi della natura e, in secondo luogo, prendere quegli accorgimenti che ci consentono di superare senza danni eccessivi la "tempesta primaverile".
Vediamo adesso, in modo più particolareggiato, cosa avviene a livello dei vari sistemi del nostro organismo con il sopraggiungere della primavera.

La carie

caries

La carie è conosciuta sin dall' antichità, è la malattia forse più diffusa eppure la sua vera causa è ancora controversa. La carie costituisce un processo patologico, di natura esterna all'organismo, localizzato, che causa il rammollimento dei materiali duri del dente con conseguente formazione di cavità. La carie può avere conseguenze anche molto gravi per un complesso di fattori sia perché, alterando e modificando la masticazione, disturba l'alimentazione in generale, sia perché può causare processi morbosi di tipo diffusivo.
Le origini di questa malattia si perdono nella notte dei tempi: crani con denti in cui erano presenti processi tipici della carie risalgono addirittura a 10.000-6.000 anni prima di Cristo. Un'ulteriore diffusione si registrò con il passaggio dalla pastorizia all'agricoltura e quindi con la comparsa di strutture abitative stabili e la possibilità di un'alimentazione più ricca e molto più variata.
Come si forma la carie? È ancora controversa la spiegazione della comparsa della carie. Sono state così formulate diverse teorie per cercare di interpretare correttamente questa malattia dentaria.
Teoria chimico-parassitaria: la carie sarebbe provocata dall'azione associata di batteri e di acidi che si formano con la fermentazione del cibo;
Teoria della proteolisi-chelazione: secondo questa teoria, la carie sarebbe la conseguenza di fattori sia sistemici sia ambientali e si realizzerebbe per effetto della proteolisi (degradazione delle strutture organiche dentali) e della chelazione (dissoluzione dei costituenti minerali);
Teoria trofomicrobica: fattori ereditari e costituzionali, associati a squilibri vitaminici e circolatori modificherebbero inizialmente gli odontoblasti (le cellule che formano il dente) e, quindi, si avrebbero alterazioni a carico dello smalto e della dentina (la parte del dente situata subito sotto allo smalto); ,
Teoria enzimatica: sarebbero responsabili modificazioni del metabolismo del fosforo;
Teoria salivare: la carie non sarebbe l'espressione di un processo locale, ma di processi biologici, fisiologici e patologici che colpiscono l'organismo. Comunque sia, i fattori che causano la carie si possono riferire alla presenza di

I dolcificanti alternativi

sweeteners

Appartengono alla  categoria di dolcificanti alternativi  sia i dolcificanti di origine naturale sia quelli artificiali. Con questa denominazione si indicano diverse sostanze con potere dolcificante quali zuccheri, polialcol, aminoacidi di origine naturale ed altre sostanze di natura artificiale.
Il dolcificante per eccellenza, ampiamente sfruttato dall'industria alimentare per le peculiari caratteristiche, è lo zucchero alimentare o saccarosio. Il saccarosio è ed è sempre stato largamente utilizzato nelle preparazioni alimentari; tuttavia negli ultimi anni sono state evidenziate relazioni tra l'eccessiva assunzione di tale zucchero e l'insorgere di malattie cardiovascolari (arteriosclerosi) o il manifestarsi di stati patologici (diabete) che ne rendono sconsigliabile il consumo specialmente a coloro che soffrono di diabete o a coloro che seguono diete ipocaloriche o dimagranti, come pure ai bambini per le proprietà cariogene ad esso attribuite.
Non per questo però si deve rinunciare al piacere di sorbire una bevanda dolcificata o di gustare un dolce: esiste infatti una vasta gamma di altri dolcificanti che ben si prestano a sostituire il saccarosio.

Gli edulcoranti a basso potere dolcificante
I vari edulcoranti vengono classificati in base al potere dolcificante, valutato in riferimento a quello del saccarosio, considerato pari all'unità.
Si distinguono pertanto due gruppi di dolcificanti: il primo comprende sostanze a basso potere dolcificante cioè compreso tra 0,5 e 15, come alcuni carboidrati (glucosio, fruttosio, lattosio, xilosio), polialcol come la glicerina, lo xilitolo, il mannitolo, il sorbitolo e persino il cloroformio, utilizzato in alcune preparazioni farmaceutiche (sciroppi) per le proprietà dolcificanti.

Erbe per stimolare l'appetito

tisane contro l'anoressia

Nella cura di molte forme di anoressia si sono rivelati utili alcuni infusi, decotti e tinture a base di erbe ricostituenti e che stimolano l'appetito.

Infuso di achillea moscata
Unite a 100 grammi di acqua bollente 3 grammi di foglie e sommità fiorite secche di achillea moscata e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate.
Per stimolare l'appetito bevetene 2 tazzine al giorno prima dei pasti.

Tintura vinosa di artemisia
Fate macerare per 10 giorni 2 grammi di sommità fiorite secche di artemisia in 100 grammi di vino bianco o rosso. Per stimolare l'appetito bevetene 1 bicchierino prima dei pasti

Tintura di assenzio
Fate macerare per 5 giorni 20 grammi di sommità fiorite o foglie secche in 100 grammi di alcol di 60°.
Per stimolare l'appetito prendetene 1 cucchiaino sciolto in acqua o su una zolletta di zucchero prima dei pasti.

Vino di calamo aromatico
Fate macerare per 10 giorni 50-100 grammi di rizoma secco contuso di calamo aromatico in un litro di buon vino generoso, quindi fate decantare la parte limpida.
Come stomachico o digestivo bevetene a bicchierini prima o dopo i pasti.

Tintura vinosa di carciofo
Fate macerare per 10 giorni 2 grammi di rizoma secco di carciofo in 100 grammi di vino.
Per stimolare l'appetito bevetene 1 bicchierino prima dei pasti.

Il miele per la bellezza

honey for beauty

Pochi sanno che il miele è uno dei componenti essenziali di molti prodotti cosmetici per le sue qualità idratanti, decongestionanti e toniche.

Maschera per l'acne
1 cucchiaio di miele,1 cucchiaio di purè di pesche cotte.
Amalgamate bene gli ingredienti e spalmate la maschera sul viso precedentemente lavato con acqua calda. Dopo quindici minuti, sciacquate con acqua tiepida e poi fredda.

Lozione idratante
2 cucchiai di miele 2 cucchiai di latte magro.
Unite gli ingredienti in una casseruola e fateli intiepidire. Massaggiatevi dolcemente la faccia e il collo con la lozione e quindi sciacquate con acqua tiepida.

Maschera di solo miele
Intingete le dita nel miele e spalmatelo sul viso e sul collo precedentemente puliti, con movimento circolatorio verso l'alto. Quindi picchiettate la faccia con la punta delle dita, come se scriveste a macchina, finché non riuscirete quasi a staccarle dalla pelle. Lasciate riposare per venti minuti, quindi sciacquate con acqua tiepida e poi fredda.

Sapone al miele
100 g di sapone di Marsiglia 10 g di acqua 25 g di miele.
Tagliate il sapone a lamelle e mettetelo in una casseruola con l'acqua e il miele. Fate bollire qualche minuto, aggiungete qualche goccia del vostro profumo o dell'essenza che preferite (sandalo, lavanda, garofano, rosa ecc), poi versate in uno stampo e lasciate raffreddare.
Se userete questo sapone avrete sempre una pelle liscia e vellutata.

La pappa reale

Royal jelly

Questa preziosissima sostanza costituisce un alimento-medicamento ancora in parte sconosciuto.
Dalle prime osservazioni dei naturalisti alle recenti ricerche cliniche sulla gelatina o pappa reale sono passati circa tre secoli, eppure possiamo affermare che non conosciamo ancora tutto su questo alimento-medicamento. La pappa reale è la secrezione di particolari ghiandole delle giovani api nutrici: essa viene prodotta per alimentare l'ape regina, differenziandola così dall'ape operaia sia per il ciclo di sviluppo (di 16 e 22 giorni rispettivamente) sia per il periodo di attività (di 40-60 giorni e di 3-4 anni rispettivamente). L'ape regina inoltre è capace di deporre migliaia di uova in un solo giorno e per più giorni di seguito. Si pensi inoltre al potenziale energetico per la crescita che la pappa reale fornisce alla larva reale, il cui peso aumenta di 1000 volte dopo i primi tre giorni e di 1800 volte dopo otto giorni.
La gelatina reale è una pasta semifluida di colore bianco-giallognolo, di sapore acidulo. Oltre all'acqua, il componente principale è dato dalle proteine: da sottolineare che sono presenti in discrete quantità tutti gli aminoacidi essenziali. Seguono gli zuccheri e i grassi. Fra le vitamine presenti, spicca in particolare l'acido pantotenico o vitamina B5, di cui la pappa reale è, a parità di peso, la sorgente più ricca rispetto a qualsiasi alimento; le concentrazioni maggiori conosciute si ritrovano infatti nel

Il miele

honey

È tra i primi cibi naturali di cui l'uomo si è nutrito: ora se ne stanno riscoprendo i moltissimi pregi dietetici e terapeutici. Il miele per millenni Ha rappresentato l'unico alimento dolcificante; certamente l'uomo preistorico ne scoprì il valore nutritivo, imparando ad utilizzare la misteriosa sostanza prodotta dalle api per la propria alimentazione. Reperti fossili dell'epoca preistorica testimoniano infatti che le api e quindi il miele da esse prodotto erano già noti millenni fa. Apprezzato più tardi anche dagli Egizi, non rappresentava solo un alimento energetico, ma un miracoloso composto utilizzato per conservare a lungo le mummie; pare infatti che la cera d'api da esso ricavata, opportunamente fluidificata, servisse come rivestimento protettivo del corpo. I Romani impiegavano il miele in numerose preparazioni culinarie; era ingrediente fondamentale delle "ova mellita", frittatine gustose, dei "savillum" piatti a base di farina, formaggio fresco, semi di papavero, miele ed olio e del "mussum gradevole", vino mielato. Purtroppo, con l'avvento delle moderne tecnologie industriali di estrazione e raffinazione dello zucchero, questo prodotto è stato quasi dimenticato, per via del carattere artigianale di produzione, e soppiantato come dolcificante dal saccarosio (zucchero industriale).
Attualmente la produzione mondiale di miele è piuttosto limitata, circa 600.000 tonnellate all'anno, rispetto a quella dello zucchero pari ad 80 milioni di tonnellate all'anno.
Recentemente però le virtù del miele sono state rivalutate; alimento assai complesso, associa alle proprietà dolcificanti proprietà terapeutiche particolari e grazie alla singolare composizione chimica, sembra essere privo degli effetti collaterali che vengono indotti da una eccessiva assunzione di zucchero.

Infusi per attenuare febbre insonnia e inappetenza

decotti vegetali appetito sonno febbre

Gli infusi e i decotti vegetali per attenuare in modo naturale la febbre, per stimolare l'appetito e per combattere l'insonnia.

Infuso di arancio amaro o dolce
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 2 grammi di fiori secchi di arancio amaro o dolce; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti. Filtrate poi con un colino fitto raccogliendo l'infuso in una tazza.
Per combattere l'insonnia e l'eccitazione nervosa bevetene una tazzina o una tazza (secondo l'intensità del disturbo) prima di andare a letto. L'infuso è particolarmente indicato per i bambini.

Infuso di camomilla all'arancia
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 4 grammi di fiori secchi di camomilla; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti, quindi filtrate con un colino fitto e aggiungete un cucchiaino di succo d'arancia. Per l'insonnia e l'eccitazione nervosa bevetene una tazza due o tre volte al giorno. Diminuite la dose se somministrate l'infuso ai bambini.

Polvere di valeriana
Prendete un'ostia, ammorbiditela leggermente in acqua, appoggiatela sul palmo della mano, raccogliete al centro da 1 a 4 grammi di polvere di rizoma di valeriana e ripiegate i bordi verso l'interno in modo da imprigionarla. Per conciliare il sonno ingeritene una dose con un sorso di acqua.

Infuso di tiglio
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 1-2 grammi di fiori secchi di tiglio. Mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti. Filtrate poi con un colino fitto.
Per combattere l'insonnia bevetene 2-3 tazze al giorno.

Erbe per proteggere e disintossicare il fegato

liver detox

Con le erbe medicamentose abbiamo la possibilità di preparare in casa infusi e decotti naturali, utilissimi per proteggere e disintossicare il fegato e come stimolanti del flusso biliare.

Infuso di agrimonia
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di sommità fiorite secche di agrimonia e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino a maglie fitte. Per l'insufficienza epatica e come stimolante del flusso biliare bevetene 2-3 tazzine al giorno.

Tintura di agrimonia
Versate 20 grammi di sommità fiorite secche di agrimonia in 100 grammi di alcol a 20°; lasciate macerare per 5 giorni. Per l'insufficienza epatica e come stimolante del flusso biliare bevetene 2-3 cucchiai al giorno.

Infuso di bardana
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 4 grammi di radici secche di bardana e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino fitto.
Bevetene 1 tazza al mattino a digiuno come stimolante del fegato e della cistifellea.

Infuso di betulla
Portate all'ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 3 grammi di foglie o gemme secche di betulla e lasciate in infusione per 15-20 minuti, quindi filtrate con un colino fitto. Per aumentare la fluidità della bile e diminuire il tasso di colesterolo nel sangue bevetene 2-3 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

Curare con le erbe esaurimento fisico e mentale

fitoterapia esaurimento corpo mente

La fitoterapia è efficace anche contro tutte le forme di esaurimento fisico e mentale sfruttando le proprietà vitaminizzanti, energetiche e ricostituenti di alcune erbe.

Infuso di billeri 
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 2 grammi di parte aerea della pianta secca di billeri, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte, lasciate raffreddare e imbottigliate. Bevetene 1-2 tazze al giorno a digiuno o prima dei pasti. È utile nei casi di anemia, astenia generale, stati di deperimento fisico.

Succo di billeri
Pestate in un mortaio 100 grammi circa di parte aerea della pianta di billeri in modo da ottenere un composto il più possibile omogeneo; ponetelo in una tela bianca pulita a trama molto fine e strizzatela bene per spremere fuori il succo. Lasciate raffreddare e imbottigliate.
Bevetene dai 20 ai 50 grammi, a digiuno o prima del pasto di mezzogiorno. È utile nei casi di affaticamento fisico e mentale.

Infuso di cola 
Portate a ebollizione 100 grammi di acqua, unitevi 1 grammo di noci secche di cola, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte.
Bevetene 1-3 tazze al giorno come blando stimolante nell'affaticamento fisico e mentale.

Curare pelli secche e screpolate con le erbe

rimedi per pelli secche e screpolate

Un pugno di erbe nell'acqua del bagno sono il rimedio più efficace e naturale per curare le pelli secche, screpolate e irritate dal vento o dal freddo.

Abete bianco o rosso
Una manciata di gemme o rametti, avvolti in una garza e infusi nell'acqua del bagno, permette di ottenere un bagno balsamico, vivificante e deodorante, adatto dopo una intensa giornata sportiva all'aria aperta.

Alchemilla
Un pugno di foglie, messe in una garza, nell'acqua del bagno, esercita una benefica azione astringente e disarrossante.

Argentina
Un pugno di questa pianta essiccata nell'acqua ben calda del bagno esercita un effetto blandamente astringente su cuti delicate e facilmente arrossabili e irritabili

Bistorta 
Un bagno astringente e lenitivo si può ottenere utilizzando una manciata di polvere di rizomi di bistorta (avvolta in un piccolo telo molto fitto) messa in infusione nell'acqua del bagno.

Bocca di lupo
Una manciata di sommità fiorite infuse nell'acqua calda del bagno esercita una funzione cosmetica rilassante e deodorante su zone di pelle arrossate e macerate dal sudore.

Infusi per favorire la digestione

decotti digestivi

Infusi, decotti, elisir per favorire la digestione con benefici effetti sui fenomeni conseguenti quali senso di peso e dolori alla stomaco.

Infuso di dragoncello 
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 2 grammi di foglie o sommità fiorite secche di dragoncello; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti. Filtrate poi con un colino fitto raccogliendo l'infuso in una tazza.
Bevetene una o due tazzine (secondo l'entità del disturbo) all'occorrenza.

Infuso di limone 
Versate 100 grammi di acqua in ebollizione su 2 grammi di scorza secca dì limone; mescolate, coprite e lasciate riposare per 10 minuti, quindi filtrate con un colino fitto.
Bevetene una o due tazzine per volta all'occorrenza.

Tintura di limone
Fate macerare per 8 giorni 20 grammi di scorza secca di limone in 100 grammi di alcol a 70°.
All'occorrenza versatene un cucchiaino su zucchero o in acqua.

Infusi per curare tossi bronchiti e vie respiratorie

bronchite

Ritorniamo ad aver fiducia nei vecchi rimedi, in particolare nelle erbe medicinali ingiustamente dimenticate. Eccovi alcuni infusi per curare tossi, bronchiti e vie respiratorie.

Decotto di abete bianco orosso
Portate ad ebollizione 100 grammi dì acqua, aggiungetevi 2 grammi di gemme di abete e fate bollire lentamente per 15-20 minuti.
Come anticatarrale bevetene una tazza due volte al giorno.

Infuso di altea
Versate 100 grammi di acqua bollente su 2 grammi di radici secche di altea, mescolate bene, coprite e lasciate in infusione per 15-20 minuti. Filtrate poi con un colino a maglie fitte. Bevetene 2 o 3 tazze al giorno, in particolare pnma di coricarvi. È utile per le forme catarrali delle vie respiratorie quale espettorante e blando sedativo della tosse.

Infuso di borragine 
Fate bollire per 15 minuti 1,5 grammi di fiori secchi o sommità fiorite secche di borragine in 100 grammi di acqua Coprite, lasciate in infusione e filtrate quindi attraverso un colino a maglie molto fìtte.
Per favorire l'espettorazione e sedare la tosse insistente bevetene 3-4 tazzine al giorno.

Un punto debole: la bocca

sorriso

La cavità orale, con la bocca, la lingua, le ghiandole salivari e i denti, rappresenta una formazione estremamente importante per l'alimentazione e la fonazione.
La bocca ha una forma irregolare, legata alla differente forma delle ossa costituite dalle mascelle e dalle mandibole, ricoperte da una spessa mucosa (gengive) in cui si impiantano i denti. Nella bocca si osserva una formazione mobile, la lingua. Le mandibole presentano movimenti diversi nelle differenti specie: così, nei carnivori hanno un movimento a cerniera, mentre negli erbivori il movimento è di tipo rotatorio. L'uomo, anche in questo, è privilegiato giacché possiede entrambi i movimenti e può così usufruire di tutti i tipi di masticazione. Questa funzione è connessa alla presenza di distinti gruppi muscolari, i cosiddetti "muscoli masticatori", distribuiti in due gruppi di quattro per parte: i muscoli temporali, larghi e nastriformi, che partono dal cranio e raggiungono la mandibola; i masseteri, più corti dei precedenti, di forma pressoché rettangolare, che vanno dall'osso zigomatico (l'osso della faccia che forma appunto gli zigomi) al ramo ascendente della mandibola; gli pterigoidei, rispettivamente interni ed esterni, che completano l'azione dei muscoli precedenti.
Per azione di questi muscoli, le mandibole non si limitano ad alzarsi e abbassarsi, ma si muovono lungo tre piani: verticale-trasversale, orizzontale e sagittale.
La possibilità di spostarsi lungo questi tre piani consente alla mandibola (e quindi ai denti), non solo di tagliare il cibo, ma anche

Lo zucchero

glicemia

La denominazione di zucchero indica nel linguaggio corrente il saccarosio, è un dolcificante da consumarsi con moderazione in quanto moltissimi alimenti ne contengono già elevate quantità; sostanza largamente diffusa nei vegetali. Lo zucchero, allo stato grezzo, era già conosciuto nell'antichità; il nome stesso, zucchero, deriva dal latino saccharum, a sua volta derivato dalla parola sanscrita sakara, che ha dato origine all'inglese sugar, al francese sucre, al tedesco zucken, al russo sachar. Veniva estratto dalla canna da zucchero già 2300 anni fa in India, ma solo nel 641 fu introdotto dagli Arabi nel Mediterraneo e cento anni più tardi in Europa, con l'invasione della Spagna da parte degli Arabi. Da allora la storia dello zucchero si intreccia con le Crociate, con la scoperta dell'America e con lo sfruttamento delle colonie del Nuovo Mondo da parte della Francia e dell'Inghilterra. In seguito l'uso dello zucchero e dei cibi dolcificati si diffuse ampiamente in tutta l'Europa, ma rimase per secoli una prerogativa delle classi economicamente privilegiate a causa del suo alto costo. In tempi più recenti, il miglioramento delle tecniche di estrazione dai vegetali, che ne contengono quantità elevate (canna da zucchero), ha reso economicamente conveniente lo sfruttamento delle estese coltivazioni di canna da zucchero della Louisiana, di Cuba e delle Indie Occidentali. In seguito, la scoperta che la barbabietola da zucchero (adatta alle coltivazioni europee) conteneva anch'essa grandi quantità di saccarosio, liberò le industrie europee dall'obbligo di rifornirsi all'estero di canna da zucchero, che nel frattempo si era resa meno disponibile per il progressivo declino degli Imperi coloniali.
Il saccarosio può essere estratto da

I vizi assurdi: le droghe pesanti

eroina

La droga pesante distrugge sia fisicamente sia mentalmente: per questo i giovani ne devono conoscere i tremendi effetti e rifiutarla.
Con il termine "droga pesante" si indicano sostanze molto differenti fra di loro; alcune, come i barbiturici, sono dei medicamenti che vengono assunti deliberatamente in modo inesatto per ottenere effetti che ricordano quelli delle droghe.

Morfina ed eroina - Dal punto di vista della loro azione sul sistema nervoso centrale, queste sostanze sono perfettamente analoghe. Infatti l'eroina, quando è iniettata nell'organismo, si trasforma in morfina e come tale arriva al sistema nervoso centrale. Come si vede, la differenza è soltanto iniziale, poi il comportamento delle due droghe diviene perfettamente identico.
La differenza viene vissuta soltanto dal consumatore sia perché le due sostanze hanno una fase iniziale diversa sia perché l'eroina viene "tagliata", cioè aggiunta ad altre sostanze.

Dall'ottimismo all'ossessione - Quando si parla degli effetti dell'eroina bisogna sempre distinguere gli effetti prodotti dall'eroina in sé, quelli legati alle sostanze da taglio e, infine, gli effetti associati all'introduzione nel corpo di materiale che spesso è altamente inquinato.
Per quanto riguarda l'azione dell'eroina, si possono differenziare tre stadi.

Il cacao

cocoa

È un alimento superenergetico con proprietà eccitanti dovute al contenuto di sostanze nervine, soprattutto di teobromina. Il cacao alimentare, commerciato oggi in tutto il mondo, deriva dalla macinazione dei semi della pianta di cacao (Theobroma cacao), appartenente alla famiglia delle Sterculiacee. I suoi frutti ricordano nella forma il comune cetriolo: immersi nella polpa si trovano i semi delle dimensioni di un fagiolo, molto ricchi in lipidi (46%), con un buon contenuto in amido (23%) e in proteine (14%) e una dose rilevante di basi azotate, tra cui la caffeina e soprattutto la teobromina, che da sola rappresenta l'1,4% del peso del seme greggio. Queste due sostanze conferiscono al cacao la caratteristica di alimento nervino, accomunandolo in questo senso al tè e al caffè, dai quali si distingue però per il suo valore alimentare decisamente più rilevante.

Il cacao e le sue origini - Benché il nome botanico della pianta, Theobroma, che significa "cibo degli dei" abbia origini recenti, essendo stato coniato nel XVIII secolo da Charles de Linne, l'albero del cacao affonda... le sue radici nella preistoria dell'America equatoriale, nelle cui foreste tropicali cresceva spontaneamente. L'inizio della coltivazione risale però all'epoca precolombiana ed è da attribuire al popolo maya, che in poco tempo ne incrementò la produzione; solo allora, infatti, venne scoperto e subito apprezzato l'aroma dei semi di cacao tostati, precedentemente scartati, a favore della polpa lattiginosa e tenera del frutto. Ciò rivoluzionò addirittura i sistemi di pagamento; infatti i sovrani maya iniziarono a pretendere che i loro sudditi pagassero le imposte coi grani di cacao, abitudine peraltro in uso anche presso gli Aztechi del Messico, finché più tardi questi preziosi semi divennero

Le misteriose vie dell'appetito

anoressia

La sensazione della fame è regolata da un complesso sistema neuroendocrino.
I centri della fame - Perché abbiamo fame? La domanda sembra assurda giacché tutti abbiamo fame e mangiamo come se la cosa fosse talmente semplice da non meritare alcuna attenzione. Invece il problema della nostra fame è talmente complesso che ha fatto lavorare neurofisiologi di tutto il mondo e, ciò malgrado, la soluzione completa non è ancora stata trovata. Anzitutto, per fame si intende una sensazione dolorosa, caratterizzata da crampi (i cosiddetti "morsi da fame"), cefalea, nausea. Il meccanismo responsabile di queste manifestazioni sembra essere di tipo neuroendocrino ed è particolarmente legato alla presenza del glucosio (e, quindi, conseguentemente, all'insulina). Esisterebbe un meccanismo glicostatico della fame, legato alla capacità delle cellule del nostro organismo di utilizzare glucosio.
La capacità di usare glucosio da parte del nostro organismo viene valutata utilizzando la differenza arterovenosa in glucosio. Valori arterovenosi inferiori a 15 milligrammi per 100 centimetri cubici (prova di scarsa utilizzazione del glucosio) si assocerebbero a sensazioni di fame, mentre valori superiori dimostrano l'esistenza, di un apporto calorico sufficiente e quindi assenza di fame.

I vizi pericolosi: le droghe leggere

marijuana

Con il termine di "droghe leggere" si intendono generalmente i derivati della Cannabis indica, pianta urticacea, originaria dell'Asia orientale e occidentale. I più diffusi fra noi sono la marijuana (miscela di infiorescenza e foglie della canapa) e l'hashish (costituito da una resina ricavata dall'infiorescenza della pianta femmina).
In entrambi i casi, il principio attivo è costituito da tetraidrocannabinolo. Meno usati e più pericolosi sono l'olio di marijuana, che si assume per bocca, e l'hashish liquido, introdotto per via endovena.

Gli effetti della marijuana e dell'hashish - La marijuana viene consumata utilizzando pipe o sigarette, l'hashish, oltreché fumato, può anche essere mangiato.
Solitamente l'effetto ottenuto dall'uso della marijuana e dell'hashish è quello di dare un forte senso di
euforia, di distensione, di serenità, di ottimismo. Dopo aver usato questo tipo di prodotti, l'individuo si sente liberato dall'ansia e dall'angoscia. Di solito, i derivati della Cannabis indica non danno dipendenza fisica perché, solitamente, non esiste la necessità di un costante aumento della droga per conseguire sempre lo stesso effetto e perché l'assunzione, se limitata a un breve periodo, non dà, generalmente effetti dannosi. Come tutti i tranquillanti, dà, però, una intensa dipendenza psichica: l'individuo che si abitua a prendere marijuana o hashish per sfuggire ai suoi problemi quotidiani, alla fine finisce con

il tè

tea

Privo di particolari proprietà nutrizionali, contiene però importanti sostanze minerali, soprattutto fluoro, ed è quindi un ottimo riequilibratore idrico-salino.

Da infuso curativo a bevanda internazionale -Dire che il tè è storia non è certo un'esagerazione, se si pensa al ruolo che questa pianta esotica ha avuto nei comportamenti sociali, culturali e di costume, nelle vicende commerciali ed economiche, che hanno interessato in special modo il mondo orientale e in epoche più recenti quello occidentale, con particolare riguardo all'Inghilterra. Dal rito orientale del tè come filosofia di vita al "tè delle cinque" degli inglesi, che da bevanda elitaria è arrivata a giustificare oggi l'intervallo pomeridiano sul lavoro per migliaia di operai britannici, il passo non è breve, ma il particolare "aroma" l'ha sempre fatta considerare la bevanda per eccellenza, amica della riflessione, nemica della frettolosità, caratteristica questa della classica colazione all'italiana a base di caffè e sigaretta. Scritti, dipinti, porcellane ed utensili vari documentano la storia millenaria che questa bevanda ha avuto attraverso mondi e civiltà differenti. Già nel 2870 a.C., un erborista cinese scoprì le doti rinfrescanti del tè, che divenne ben presto bevanda di corte dell'imperatore cinese Shen-nung. Tuttavia, la prima testimonianza scritta risale a un antico dizionario cinese del 350 a.C. e la prima monografia, sempre cinese, è del 780.
In Giappone il tè venne probabilmente conosciuto intorno al 600, periodo in cui l'importazione dei modelli culturali cinesi era intensa. Dapprima utilizzato a scopi

Le infezioni delle vie respiratorie

raffreddore

Sono malattie molto frequenti che si manifestano prevalentemente in inverno.

Raffreddore - Il raffreddore o corizza è l'infiammazione catarrale del rivestimento mucoso delle fosse nasali.
È spesso epidemico e accompagnato da sintomi generali che ne rendono sovente difficile la differenziazione dalle forme leggere di influenza. Il processo si instaura quando le normali difese della mucosa nasale vengono compromesse da varie condizioni esterne, quali soprattutto il raffreddamento, le variazioni di umidità, la inalazione di polveri o vapori irritanti, e si creano condizioni predisponenti all'insediamento del virus responsabile della malattia. I tipi di virus che possono provocare questa alterazione sono numerosissimi (ne sono stati identificati un centinaio) e questo spiega come la malattia venga facilmente ripetuta senza dare immunità, come succede per altre malattie virali.
La sintomatologia del raffreddore è ben nota a tutti: dopo un periodo di incubazione di 18-48 ore, inizia con senso di bruciore alla gola seguito da starnutazione, profusa secrezione nasale e malessere di entità variabile.
In genere la malattia è afebbrile negli adulti mentre nei bambini è comune una iperpiressia che può giungere ai 39° C.
Il processo può rimanere localizzato al naso o coinvolgere i seni paranasali producendo una sinusite o le prime vie aeree con faringite e laringite. Facilmente coesiste una tosse secca, stizzosa. I sintomi in genere scompaiono in

il caffè

coffee

Una sostanza dalle svariate proprietà toniche e leggermente eccitanti sul sistema nervoso per la presenza della caffeina; il caffè fa parte del gruppo dei cosiddetti alimenti nervini. Con tale denominazione si indicano alcuni prodotti vegetali che contengono limitate quantità di sostanze ad azione farmacologica, tonica ed eccitante, insieme a composti aromatici ed olii essenziali. Per uso alimentare se ne preparano derivati, estratti, infusi, miscele. I più diffusi nel mondo per la preparazione di bevande, ottenute per infusione, sono il caffè ed il tè. Una leggenda fa risalire l'uso del caffè al IX secolo, quando un muftì di Aden, volendo pregare Allah durante la notte, cercava un mezzo per non addormentarsi. Secondo un'altra leggenda fu un pastore arabo di nome Kaldi a scoprire le virtù eccitanti del caffè: osservando le capre del suo gregge, si accorse che, dopo che si erano nutrite con una certa pianta, erano più vivaci ed attive di quelle che si erano cibate di normale erba. Di fatto, il caffè è originario dei paesi arabi, da dove sì è diffuso in tutto l'Oriente. Si ritiene che l'uso del caffè in Europa sia stato introdotto dai veneziani verso la fine del 1500; successivamente, intorno al 1700, gli inglesi iniziarono la coltivazione nelle colonie dell'Asia e altrettanto fecero gli spagnoli nelle colonie dell'America meridionale che offrivano le migliori condizioni climatiche. La grande diffusione di questa bevanda a tutti i livelli sociali iniziò solo alla fine del Settecento ed ai primi dell'Ottocento quando perse la caratteristica di prodotto per categorie privilegiate. Oggi la maggior parte del caffè viene prodotta in

Le salse già pronte

maionese

Sono per lo più derivate dalla maionese a cui sono stati aggiunti condimenti aromatici, talvolta agrodolci, ed erbe.
Le salse hanno una parte di rilievo nella cucina italiana, pur senza raggiungere il caso limite della cucina francese, nella quale salsa e pietanza sono talmente legate fra loro da non riuscire a distinguere gli ingredienti principali del piatto. Al contrario, la cucina italiana ha più rispetto per la natura degli ingredienti; è restia a camuffarli con colori, odori e sapori che potrebbero stravolgerne le caratteristiche originarie: per questa ragione fa un uso parsimonioso ed oculato delle salse. È ricchissima di salse calde, basti pensare ai mille e più modi di condire la pasta, mentre non ha una spiccata tradizione nelle salse fredde.
A parte queste considerazioni di carattere storico, la nostra società si sta rapidamente allineando a quelle più industrializzate. Di pari passo si evolve la cucina, nel senso che è benvenuto tutto quanto fa risparmiare tempo, pur senza mortificare la fantasia: è questa la ragione del grande successo che stanno avendo in questi anni le salse già pronte sulle nostre tavole. Sarà dunque necessario dare una breve descrizione e qualche consiglio pratico su questi prodotti industriali, con i quali abbiamo sempre più spesso a che fare.

I vizi più comuni: il fumo e il caffè

smoke and cigarettes

Il tabacco e il caffè sono ormai divenuti pressoché inseparabili dagli atti quotidiani, eppure possono divenire pericolosi.
Il caffè e il fumo non sono soltanto sostanze che possono provocare dei momenti di "relax" nelle nostre giornate sempre più tumultuose e, a volte, angosciose, ma rappresentano delle vere e proprie sostanze farmacologiche, in grado, cioè, di attivare nel nostro organismo un certo tipo di reazioni molto simili a quelle che, solitamente, sono proprie di preparati utilizzati per provocare una certa serie di effetti nel nostro organismo.

Il fumo - I componenti più importanti del fumo, dal punto di vista degli effetti sull'organismo, sono, in pratica, la nicotina, il benzopirene, l'ossido di carbonio.
La nicotina esplica un'azione molto complessa: i suoi effetti sono del tipo a interazione, agisce cioè in modo che diversi organi od ormoni interagiscano, a loro volta, su altri. È questo che la rende particolarmente pericolosa. Anzitutto, la sua azione stimola le ghiandole surrenali, poste al di sopra dei reni, che secernono due ormoni fondamentali, come l'adrenalina e la noradrenalina. La nicotina "spreme" l'adrenalina, che agisce sul cuore, ne accentua i battiti, aumenta la pressione, accelera la circolazione.
Contemporaneamente si ha un'azione anche a livello cerebrale con un'attivazione dell'acetilcolina, un neuromediatore, una sostanza cioè che il sistema nervoso utilizza per trasmettere i suoi messaggi. Questo costituisce per l'organismo un'autentica "sferzata": è ciò che dà al fumatore o al consumatore di caffè la sensazione, dopo una tazza di caffè o una sigaretta, di sentirsi più attivo e sveglio. Tuttavia, questa "sferzata" si traduce poi in

L'aceto

vinegar

Ricavato da vini bianchi, rossi o rosati a bassa gradazione alcolica, è un prodotto di largo utilizzo nell'alimentazione.All'epoca in cui i nostri antenati appresero come produrre il vino dall'uva, qualcuno certamente si accorse come questa gradevole bevanda alcolica, se lasciata in recipienti aperti per qualche tempo, si trasformasse in un prodotto dalle diverse caratteristiche organolettiche e dal sapore acidulo; fu così accidentalmente scoperto l'aceto. Questo prodotto, per il caratteristico aroma e sapore, fu da allora largamente utilizzato per conferire maggior sapidità e gradevolezza alle preparazioni alimentari e tuttora rappresenta un prezioso condimento delle insalate e delle preparazioni agrodolci. Come altri condimenti aromatici, non solo migliora l'appetibilità dei cibi, ma ne aumenta la digeribilità; infatti stimola la secrezione gastrica, preparando il nostro organismo all'assunzione del cibo. Inoltre, rigonfia e rende più tenere le fibre di connettivo della carne e le fibre di cellulosa della verdura, rendendole più facilmente cucinabili e digeribili. Sempre al passato risale l'abitudine di utilizzare l'aceto come conservante degli alimenti vegetali (olive, cetrioli, carote, cavolfiori ecc.), e animali (pesce); infatti per la particolare acidità esso è in grado di

Fa bene lo jogging ?

camminare

Jogging, marcia, passeggiate nei boschi, attirano masse crescenti di amatori con un indubbio vantaggio per la salute. Per la prima volta dopo circa ottantanni si sono registrate riduzioni nell'incidenza degli infarti miocardici (e nelle morti per malattie cardiache): la notizia, apparsa qualche tempo fa in riviste mediche statunitensi, è stata confermata anche in Europa. In effetti si muore meno per infarto e il motivo principale è legato a un mutato stile di vita giacché oggi la diffusione di sport relativamente semplici, come lo jogging, la marcia, la bicicletta, il nuoto, il pattinaggio, la ginnastica in genere raggiunge strati sempre più vasti di persone migliorandone così soprattutto le condizioni cardiocircolatorie. Perché lo jogging (che letteralmente significa: corsa a piccoli balzi), la marcia e, più generalmente, il movimento, fanno bene al fisico? Attualmente si può rispondere a questa domanda con molta precisione giacché gli studi medici hanno fatto notevoli progressi per la comprensione dei meccanismi messi in moto dall'attività fisica.

Le spezie

специи

Le proprietà aromatizzanti delle spezie, oltre a rendere più appetibili i cibi, favoriscono la digestione consentendo anche un minor consumo di sali e di grassi.
Le spezie, insieme alle erbe aromatiche, vengono utilizzate in quantità assai ridotte, perché le loro caratteristiche organolettiche dipendono da componenti aromatici che vengono percepiti dai nostri sensi in quantità minime. Negli alimenti sono dei componenti quantitativamente trascurabili che non apportano alcun contributo plastico o energetico (in taluni casi tuttavia integrano il patrimonio vitaminico e salino), ma sono indicati per esaltare il sapore dei cibi e per aumentarne l'appetibilità favorendo la digestione. Consentono inoltre un minor uso di sale e di grassi e contengono numerosi componenti che agiscono positivamente sull'organismo poiché possiedono proprietà collaterali medicamentose. Quando si parla di spezie si indicano delle sostanze ricavate da alcuni vegetali aromàtici provenienti per lo più da paesi tropicali. Per la loro preparazione vengono Utilizzate differenti parti di vegetali a seconda del tipo di spezia: i bottoni floreali (chiodi di garofano), i soli stimmi (zafferano), la corteccia (cannella), i rizomi (zenzero) e, più frequentemente, i semi (pepe).
Di frequente le spezie si trovano in commercio macinate e miscelate in vario modo. Un altro tijpo di miscelazione consiste nell'unire le stesse specie con diverse caratteristiche, ad esempio: lo zenzero della Giamaica, più pregiato, con quello del Giappone o di altra origine, oppure spezie particolarmente aromatiche, per le condizioni di maturazione o di raccolta, con altre di minor pregio. Talvolta a queste miscele vengono aggiunti