La digestione

stomaco
Un processo che ha lo scopo di modificare gli alimenti per renderli assimilabili dall'organismo.

I processi digestivi, che hanno luogo nell'apparato digerente, comprendono una serie di "operazioni" di natura chimica, meccanica, nervosa ed ormonale. La loro perfetta successione consente all'organismo di trarre il massimo vantaggio dagli alimenti che vengono ingeriti.
Scopo ultimo della digestione è quello di modificare opportunamente i componenti degli alimenti per renderli assimilabili da parte dell'organismo che li utilizza per scopi energetici e plastici. I principi nutritivi interessati dai processi digestivi sono i lipidi, le proteine e i glucidi; gli altri nutrienti (vitamine e sali minerali) non subiscono variazioni significative e vengono assorbiti come tali. Buona parte di questi composti sono molecole di grosse dimensioni, insolubili nella miscela fluida che costituisce il materiale alimentare nel canale digerente. I processi digestivi li riducono di dimensioni, frammentandoli nei loro costituenti più semplici che sono facilmente assorbibili attraverso le pareti dell'intestino.
Principali agenti di queste trasformazioni chimiche sono gli enzimi secreti da opportune ghiandole disseminate lungo quasi tutto il canale digerente. Perché il cibo possa subire le opportune modificazioni e proceda dalla cavità orale fino allo sfintere anale è necessario

La pasta

pasta
Componente tradizionale della gastronomia italiana, la sua produzione si è estesa dal meridione a tutto il paese e anche all'estero.

Le origini della pasta - La pasta è il prodotto che si ottiene dalla lavorazione della farina di frumento. La sua origine è antichissima: la si fa risalire agli Etruschi che avrebbero preparato le prime lasagne, ma la tradizione vuole che ne riferisse dell'uso da parte dei cinesi Marco Polo al ritorno dal suo viaggio in Oriente. Comunque gli Arabi e altre popolazioni mediterranee la conoscevano assai prima dei racconti del grande viaggiatore veneziano. Dal 1300 in poi l'uso della pasta si diffuse nel nostro paese e fu ai primi del secolo scorso che a Napoli sorsero i primi rudimentali macchinari per la sua produzione. Ci si può chiedere perché proprio in questa città e successivamente in altre località campane. Una ragione c'è e ben precisa:

La stitichezza abituale

stipsi
Un'alimentazione poco ricca di fibra e una vita sedentaria sono le cause principali che provocano questo disturbo.

La stitichezza abituale (nota anche con il termine di stipsi o costipazione) si verifica quando la normale evacuazione intestinale tende a divenire più rara e meno abbondante. Assai frequentemente è presente sin dalla prima giovinezza e in molti casi esiste una predisposizione familiare o costituzionale. La stitichezza abituale può essere provocata da due meccanismi principali: una scarsa o una eccessiva (spastica) attività intestinale. Nel primo caso si dice stitichezza ipocinetica, nel secondo ipercinetica.

Stipsi ipocinetica - È legata prevalentemente al tipo di alimentazione e al genere di vita. In questi casi l'alimentazione è priva di quegli alimenti che lasciano abbondanti residui capaci di stimolare l'attività intestinale (residui vegetali, cellulosa, grassi ecc.). Ugualmente nocive sono quelle abitudini di vita che privano il nostro organismo di

La fibra alimentare

fibra vegetale
Solo recentemente è stato evidenziato il suo importante ruolo nell'alimentazione per la prevenzione di alcuni gravi disturbi.

Cos'è la fibra - Con questo termine si fa riferimento a un'ampia categoria di composti che hanno la caratteristica comune di non essere digeriti da parte degli enzimi dell'apparato digerente dell'uomo. Sono tutte sostanze di origine vegetale presenti in varia misura nelle piante, nei frutti, nei semi sotto forma di cellulosa, emicellulosa, lignina, pectine, pentosani, gomme, mucillagini. La cellulosa, insieme alla lignina, concorre a svolgere le funzioni di sostegno della pianta; è localizzata infatti nelle pareti cellulari soprattutto del fusto e delle foglie. Le fibre di cellulosa sono in genere "mescolate" con altri polisaccaridi simili che vanno sotto il nome di emicellulose. Con l'invecchiamento della pianta le emicellulose si trasformano lentamente in lignina. Le altre sostanze citate, assai diverse per proprietà chimico-fisiche e per la fonte da cui sono ricavate (piante esotiche, alghe marine, frutti vari) sono accomunate dal fatto di essere tutte polisaccaridi.

Il frumento

cereale
Dalla sua macinazione si ottengono le farine che servono per la preparazione dei due alimenti più diffusi: il pane e la pasta.

Le diverse specie e varietà - Il frumento è il cereale più diffuso e maggiormente utilizzato a scopo alimentare umano, specialmente dalle popolazioni delle zone temperate; in effetti è quello che più si adatta al clima mediterraneo.
La storia del frumento, sicuramente derivato da graminacee tipo spelta o farro, si confonde con quella dell'uomo; la sua coltivazione iniziò più di 6000 anni fa nel Medio Oriente (secondo alcuni è originario dell'Abissinia), da cui, lungo la valle del Nilo, si diffuse all'Egitto, e successivamente anche ai paesi del Nuovo e Nuovissimo Continente, che rappresentano oggi i maggiori paesi produttori ed esportatori. Con il diffondersi della sua coltura, in relazione alle diverse condizioni climatiche e pedologiche, il frumento si è andato differenziando in numerose specie con caratteristiche strutturali e morfologiche distinte, solitamente riunite in due gruppi principali: